Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia è su Twittergoogle qds rss qds

Quotidiano di Sicilia

Direttore Carlo Alberto Tregua
L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Giu
26
2012
Nel nostro Paese, il governo Monti ha avuto un sussulto con l’approvazione del decreto Sviluppo. Non abbiamo ancora il testo che sarà pubblicato verosimilmente tra qualche giorno.
C’è molta carne al fuoco, ma abbiamo l’impressione che di iniezione di liquidità sul territorio ve ne sia poca. Mentre è proprio questo di cui ha bisogno l’economia asfittica e vessata da un imponente peso di imposte multiple, gravanti su imprese e cittadini.
Notiamo anche che il governo Monti non riesce ad attivare una revisione della spesa ragionevole (parla di appena 5 miliardi quando il taglio dovrebbe essere di 50) e vengono ancora salvaguardati i privilegiati, cioè i ceto politico e burocratico, ai quali la pesantissima crisi che stiamo subendo non fa neanche un baffo.
Politici e dipendenti pubblici continuano a percepire i loro emolumenti, come se nulla fosse, mentre a tutti costoro dovrebbero essere sforbiciati i compensi per almeno il 50 per cento, in modo da inserire in questo versante un minimo di equità.

Causa prima di questa opprimente pressione fiscale, che ufficialmente è del 45%, ma supera il 47, è il debito pubblico. Quel debito che si è accumulato dal 1980 ad oggi. Ricordiamo, per l’ennesima volta, che l’asse Craxi-De Mita e soci aprì i cordoni della borsa pubblica, dal 1980 in avanti, facendo lievitare, in appena 12 anni, fino al 1992, il debito pubblico da 200 mila a 2 milioni di miliardi. Proprio in quell’ultimo anno vi fu la pesantissima manovra del tandem Ciampi-Amato di 96 mila miliardi quando Topolino o il dottor Sottile prelevò dai nostri conti correnti bancari lo 0,6 per mille, di notte.
I padri di questo enorme macigno, che ha superato i 1.950 miliardi di euro, sono i due indicati prima. Ma il duo socialista e democristiano ha avuto tantissimi degni figli. Dal 1992 al 2011 la spesa pubblica è costantemente aumentata e con essa il disavanzo annuale, e con esso la necessità da parte dello Stato di firmare nuove cambiali, cioè buoni del Tesoro.
Il debito pubblico influenza pesantemente il bilancio annuale con i suoi interessi. Il Def 2012 prevede una spesa di 84 miliardi che, per effetto dell’alto spread, ammonterà a fine anno fra i 90 e i 95 miliardi.
 
I padri del debito pubblico, come prima scrivevamo, provengono da lontano, ma i figli sono arrivati ai nostri giorni. I fattori dell’attuale disastrosa situazione (alto debito, alti interessi, alta spesa pubblica, alta pressione fiscale, basso Pil, bassi posti di lavoro, bassa economia, bassa velocità della moneta) hanno cominciato a rovinare l’Italia nel 1980. Di chi è la responsabilità? Indistintamente di tutti i governi di centro-destra e di centro-sinistra di questi ultimi 18 anni. Nessuno di essi è riuscito a comprimere la spesa pubblica, tagliando quella improduttiva, anzi essa è aumentata costantemente.
Tutte le fandonie che ci hanno raccontato quando approvavano ogni anno Finanziaria e Bilancio dello Stato sono state svelate senza dubbi, anno dopo anno, dall’aumento del debito. In effetti, in quei bilanci si tagliavano parzialmente gli eventuali incrementi, non la spesa corrente.
Neanche questo è riuscito a partitocrati senza valori e senza etica. Sono ancora quasi tutti in circolazione e, invece, vanno cacciati.

Cacciati da chi? Dalla gente, dalla società (che è stupido distinguere tra civile e politica) mediante un dissenso sempre maggiore che dev’essere  espresso su quotidiani e televisioni; mediante l’astensione dalla partecipazione al voto che si orienta verso il 50 per cento; mediante la protesta indirizzata verso un bravo comico ma un inutile politico, perchè non ha la minima cognizione di come si governi una Comunità.
Tuttavia, questi tre filoni non servono a fare buon governo, ma solo a mettere nell’angolo i partitocrati che hanno trasformato i partiti (associazioni di cittadini) in strumenti per il loro potere e per soddisfare la loro famelicità.
Bisogna cacciarli e sostituirli con cittadini probi, onesti e capaci, non importa quale età abbiano. Importa che non abbiano mai partecipato ad attività partitocratiche e non abbiano mai avuto incarichi di sottogoverno, quasi sempre fonte di corruzione.
Noi cittadini dobbiamo avere la voglia e la forza di cacciare via i responsabili del debito pubblico: politicanti da strapazzo e senza mestiere che ammorbano l’aria della Capitale e delle nostre città.

Articoli recenti Gli ultimi commenti Archivio
« giugno 2012 »
lunmarmergiovensabdom
    123
45678910
11121314151617
18192021222324
252627282930 

RSS© 2001 Ediservice S.r.l. - P.I. 01153210875 - Tutti i diritti riservati / Coordinamento e aggiornamento Blu Media / Realizzazione Francesco Grasso / Grafica Neri & Dodè / Hosting Impronte digitali