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Quotidiano di Sicilia

L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Apr
27
2012
Nessuno si offenda se definiamo ignoranti e incompetenti i deputati che hanno approvato il disegno di legge sulla finanziaria. Ignorante è infatti chi non conosce una determinata materia. Incompetente è chi manca di strumenti cognitivi idonei a svolgere una determinata funzione. Come definire altrimenti quei deputati che hanno approvato un coacervo di norme sconclusionate tendenti a violare decine di volte la Costituzione, che evidentemente tali deputati non conoscono?
Il Commissario dello Stato, prefetto Carmelo Aronica, ha evidenziato con precisione chirurgica sia l’incompetenza che l’ignoranza, demolendo la struttura di un disegno di legge costruito proprio per essere demolito.
Le violazioni degli articoli 3, 81 e 97 erano state ripetutamente illustrate nel nostro editoriale di sabato 21 aprile, quindi ante bocciatura. Il Commissario ha inoltre aggiunto la violazione degli articoli 51 e 117 della Costituzione. Non c’è che dire: il ceto politico regionale, dal presidente agli assessori e agli stessi deputati, è stato bocciato senza possibilità di appello.

Da oggi, sabato 28 aprile, l’Assemblea dovrebbe cominciare ad approvare il disegno di legge azzoppato (e quindi impossibile da essere pubblicato), ovvero un nuovo disegno di legge per eliminare quello che il presidente dell’Assemblea, Francesco Cascio, ha definito “Un testo con troppe porcate”. Altrimenti rischia il commissariamento.
Basteranno 72 ore per fare quello che in sei mesi governo e maggioranza-arlecchino non hanno saputo fare? Vi è un secondo e più importante quesito. Potranno tagliare spese per un miliardo, deludendo così tutti i clientes che, come amebe affamate, continuano ad alimentarsi dei soldi pubblici che tanto faticosamente paghiamo noi siciliani?
Solo degli incoscienti potevano presentare una bozza di finanziaria che prevedesse un ulteriore indebitamento, oltre ai circa cinque miliardi già esistenti. Hanno ricevuto la lezione che si meritavano.
La questione non ha avuto ancora risonanza nazionale, ma questa débâcle verrà riportata negli ambienti che troveranno un’ulteriore occasione dell’insipienza del nostro ceto politico per impedire che la giusta quantità di risorse venga inviata in Sicilia, dal momento che i partitocrati non le sanno amministrare.
 
Ieri, abbiamo pubblicato dettagliatamente i rilievi del Commissario inseriti nel ricorso alla Corte Costituzionale. Oggi, completiamo il quadro con l’esame della restante parte delle norme impugnate. Non tocca a questo editoriale entrare nello specifico, tuttavia non possiamo fare a meno di rilevare alcune questioni stridenti.
La prima riguarda il tentativo di partitocrati clientelari di violare ripetutamente la norma costituzionale che prevede l’assunzione esclusivamente tramite concorsi pubblici. L’abbiamo scritto decine di volte, l’ultima in gennaio 2011, quando il Governo ha autorizzato l’assunzione di cinquemila nuovi dipendenti, mediante trasformazione di contratti a tempo determinato con nuovi oneri per centinaia di milioni.
A suo tempo l’assessore Chinnici sosteneva che tali assunzioni erano conseguenti a selezioni precedenti, ma il Commissario ha giustamente stroncato tale tesi, ricordando che non bastano le selezioni, ma occorrono i concorsi pubblici aperti a tutti, che assicurino trasparenza e parità di condizioni.

Una seconda riguarda l’elencazione di entrate fasulle e quindi irrealizzabili. Una terza questione è quella del transito di personale senza fare riferimento alle competenze ed alle funzioni. Anche questa bocciata senza remissione.
Bocciata la famigerata ex tabella h e tagliati, senza pietà, fondi e contributi a destra e a manca, come se il compito della Regione sia quello di scialare e non quello di finanziare attività produttive di ricchezza o di cultura.
Violate norme di Direttive comunitarie in materia ambientale, richiamata l’applicazione di norme statali già scadute da otto anni: un refuso o un’imbellicità ?
Infine, mistero dei misteri, il bilancio non ha chiarito l’elenco dettagliato di tutte le componenti dell’avanzo di amministrazione, pari a circa un terzo delle entrate. è più di un anno che chiediamo tale elenco, all’assessore al ramo, Gaetano Armao, e al ragioniere generale della Regione precedente, Enzo Emanuele, e all’attuale, Biagio Bossone, ma nessuno ha voluto darcelo. Evidentemente vogliono nascondere all’opinione pubblica una situazione oscura.