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Quotidiano di Sicilia

L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Apr
28
2012
Martedì abbiamo pubblicato l’inchiesta sull’utilizzazione dei Rifiuti solidi urbani come materia prima, per produrre energia elettrica, gas e teleriscaldamento. Naturalmente in Svizzera, non in Sicilia, ove la Regione si affanna a cercare nuove aree per accatastare la preziosa materia prima (Rsu) che, però, in quello stato, anche attraverso il percolato, crea un forte inquinamento ambientale, sia nei terreni che nell’aria.
Non ci rendiamo conto come dirigenti generali regionali, che guadagnano duecentocinquantamila euro all’anno, assessori più o meno tecnici con la stessa indennità, fior di consulenti in possesso supposto di competenze, non abbiano avuto il buon senso di andare a vedere ove esistano impianti di utilizzazione dei rifiuti.
Per questo abbiamo riportato sulle nostre pagine un modello perfettamente funzionante, mentre già in passato abbiamo più volte riportato corrispondenze del nostro collaboratore, Andrea Salomone, sul termovalorizzatore di Berlino, ad appena otto chilometri dalla porta di Brandeburgo.

Impianti come quello descritto di Giubiasco, nello Stato elvetico del Canton Ticino, ve ne sono sparsi in tutta Europa. Se non esistono nel Mezzogiorno è perché in questo territorio prevalgono interessi privati su quello generale. Interessi privati che condizionano un ceto politico di basso livello, incapace di ricordare che è stato eletto per servire i cittadini e non per servirsene.
Ad arte è stata diffusa l’informazione sbagliata che l’inceneritore sia la stessa cosa del termovalorizzatore di ultima generazione. La differenza è elementare: il primo brucia i rifiuti, inquinando enormemente l’atmosfera. Il secondo produce energia, gas e teleriscaldamento, con inquinamento molto vicino allo zero.
Vi è un altro tipo di impianto esistente in Italia, a Peccioli (Pisa), che si chiama dissociatore molecolare, il quale utilizza un procedimento diverso ma con lo stesso risultato, che è quello di produrre gas ed energia.
In periodi di carestia, come quello che stiamo attraversando, non utilizzare una fonte energetica continua come quella dei Rsu è un delitto politico di cui i rappresentanti delle Istituzioni dovranno rendere conto alle prossime elezioni.
 
La L.r. 9/2010 ha previsto l’abolizione delle ventisette Ato Spa e l’istituzione delle dieci Ssr. Sono passati due anni e non vi è ancora un’azione operativa per smantellare le vecchie macchine mangiasoldi ed istituire le nuove strutture.
Un ritardo deprecabile e dannoso perché, se si fossero aperti i cantieri, sarebbe stata immessa liquidità sul mercato, con l’assunzione di migliaia di siciliani. Le Ssr prevedono la costruzione di termovalorizzatori provinciali con le funzioni prima descritte. Termovalorizzatori da costruire in project financing, quindi a costo zero per le casse pubbliche, salvo quanto dovrebbero pagare i Comuni per portare i loro rifiuti presso tali impianti.
Non ci sarebbe più bisogno delle discariche come quelle attualmente in funzione che, con un programma stralcio, potrebbero essere totalmente eliminate nel volgere di un decennio, come ha fatto la Svizzera.
Qui da noi, nessuno ha iniziativa. Tutti aspettano Godot. La realtà è altra cosa.

La materia, oltre a risolvere in un tempo ragionevole il problema dei rifiuti, sarebbe un modo per mettere in moto un poco di crescita. Infatti non esiste un limite alla costruzione dei moderni temovalorizzatori e non vi è neanche un limite della spesa. Basterebbe fare dei bandi di evidenza europei per attirare investitori nazionali ed esteri.
Esattamente lo stesso procedimento si dovrebbe fare per la costruzione e la gestione dei forni crematori nei cimiteri dei capoluoghi, che, a costo zero per le casse pubbliche, eviterebbero di dovere ampliare le stesse strutture.
Non chiediamo alla Giunta regionale di inventarsi le soluzioni, ma solo di adottare quelle migliori esistenti in Europa. A condizione che tutto ciò avvenga in tempi brevi, perché non è più possibile attendere i giochini di tanti irresponsabili che mangiano i soldi dei siciliani senza rendere loro i necessari servizi. Ogni dilazione dev’essere stroncata. Se così non avverrà, la situazione non potrà che peggiorare.