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Quotidiano di Sicilia

L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Dic
29
2011
Il teatrino fra Governo e Assemblea regionale da una parte e precari dall’altra continua in modo indegno. Le due parti sanno con certezza che qualunque norma approvata in violazione del Patto di stabilità viene immancabilmente bocciata dal Commissario dello Stato, giusto e rigoroso.
I deputati dell’Assemblea, che costa ai siciliani 172 milioni di euro contro i 71 del Consiglio della Lombardia, prendono in giro i precari votando all’unanimità disegni di legge, sapendo in partenza che non avranno vita alcuna. Non hanno capito che il clientelismo è finito per mancanza di risorse e che bisogna rimettere in ordine i conti della Regione tagliando gli apparati, ma non i servizi indispensabili ai cittadini. Gli apparati servono ai politicanti per raccogliere consenso; i servizi servono ai cittadini, soprattutto a quelli più deboli e bisognosi.

Faremmo un’offesa ai deputati regionali, i quali percepiscono a testa 20 mila euro lordi al mese, se non gli riconoscessimo l’intelligenza, per sapere che l’approvazione di leggi clientelari, come quella appena impugnata, non vedrà mai la luce. Dunque, lo fanno in mala fede per dimostrare che non è loro responsabilità alimentare il favoritismo dei precari, entrati per raccomandazione e non per concorso, mentre l’intera responsabilità è di quel cerbero del prefetto Carmelo Aronica, che non ha a cuore tanti poveretti che hanno bisogno di uno stipendio cui non corrisponde un lavoro.
Se la questione non fosse tragica, ci sarebbe da ridere. Purtroppo lo è, perchè Governo e maggioranza regionali continuano a destinare risorse verso gli apparati e non verso gli investimenti produttivi e il cofinanziamento, insieme a Unione europea e Stato, delle opere pubbliche.
In Sicilia c’è fame di riassetto idrogeologico del territorio e di infrastrutture di ogni genere e tipo. Un’intelligente attività politica dovrebbe coinvolgere i privati per la realizzazione di tali opere, moltiplicando il coefficiente di rendimento delle risorse pubbliche. E, invece, perde il proprio tempo su tanti rigagnoli che non servono ad attivare la crescita, ma solo a soddisfare la famelicità dei clientes.
 
L’anno che entrerà fra tre giorni deve essere quello di svolta per la Sicilia, perchè, continuando con questa azione di tanti senza mestiere, la Sicilia affonderà. Bisogna ricordarsi che del peggio c’è il peggiore. Il fondo del barile non si tocca mai, anzi si sfalda per far cadere tutta la comunità siciliana in una voragine che non finisce mai.
Taglio agli apparati nella Sanità e in tutte le branche amministrative regionali; messa a disposizione, ai sensi dell’articolo 16 della Legge di stabilità n. 183/11, di diecimila dipendenti regionali con l’80 per cento dello stipendio; taglio di 100 milioni all’Assemblea regionale per parificarla al Consiglio regionale della Lombardia; vendita di tutte le auto blu, salvo quella del presidente della Regione e quella del presidente dell’Ars e autorizzazione ad assessori e dirigenti a usare i taxi, mediante una convenzione con le cooperative dei tassisti che farebbe risparmiare alla Regione milioni di euro. Questo si deve fare. Ora!

E poi l’attività principale nella razionalizzazione della spesa è quella che a livello nazionale sta mettendo in atto il governo Monti: la spending review. Che significa? La revisione, capitolo per capitolo, di tutta la spesa regionale in modo da eliminare quella improduttiva (gli apparati e le rendite di posizione) e destinare le risorse risparmiate alla crescita, mediante grandi piani, grandi programmi di attrazione di capitali internazionali per la realizzazione di impianti nel settore agricolo, industriale, turistico e dei servizi avanzati ad alto valore aggiunto.
L’esempio che abbiamo citato, qualche giorno fa, della serra fotovoltaica di Villasor, in provincia di Cagliari, nella quale sono intervenuti l’indiana Mbcel e l’americana General Electric, è emblematico. La Regione deve promuovere dieci di questi impianti; realizzare urgentemente le Società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti (S.R.R.) di cui alla l.r. 9/10, i quali dovrebbero prevedere l’insediamento di dissociatori molecolari, che consentono di utilizzare le componenti dei rifiuti come materie prime e quindi risorse economiche. Basta cincischiamenti. E' l’ora dei fatti, concreti e positivi.