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L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Lug
03
2012
Il solito pietismo italiano ha diffuso, attraverso cronisti e commentatori, la spiegazione della sconfitta della squadra Nazionale di calcio. Erano stanchi, sono stati sfortunati e... solo in fondo viene riconosciuta la netta superiorità dello squadrone iberico. L’allenatore Del Bosque è riuscito a fare un ottimo amalgama fra l’impianto del gioco del Barcellona, che i giocatori conoscono a menadito, e l’innesto degli ottimi pedatori (così li chimava il compianto Nicolò Carosio) del Real Madrid.
In natura c’è chi vince e chi perde. Di solito vincono i più forti e i più bravi, e perdono i più deboli e gli impreparati. è inutile girarci intorno: la squadra azzurra non ha retroterra perché non esiste un adeguato vivaio nazionale. I suoi giocatori sono troppo pagati. Quando un uomo guadagna molti milioni di euro all’anno, non sempre ha la volontà di sacrificarsi adeguatamente.
In ogni caso, con tutti i limiti descritti, questo gruppo può migliorare e competere dignitosamente nel prossimo Mondiale brasiliano del 2014.

Nel commentare gli ultimi fatti che hanno inadeguatamente collegato Mario Balotelli col più prestigioso Mario Monti, dobbiamo rilevare, contrariamente al coro di commentatori poco informati, che Angela Merkel non ha perso per niente nel Consiglio europeo prolungatosi fino alla notte di giovedì 28 giugno.
Infatti, se tiriamo fuori le circostanze dall’orchestra mediatica ben organizzata da chi ne ha interesse, secondo la quale il nostro presidente del Consiglio avrebbe nettamente vinto la tenzone, rileviamo che: primo, non sarà il fondo salva-Stati ad avere precedenza nel rimborso dei prestiti. Questa non è stata una concessione della Merkel, salvo un aspetto formale. Infatti, nessuno può pensare che tale fondo non venga rimborsato, perché se così accadesse si estinguerebbe, evento impossibile.
Monti ha sottolineato che solo i Paesi virtuosi potranno accedervi senza ulteriori prescrizioni, ma rigorosamente osservando quelle già esistenti nella documentazione che si firma ogni anno. Questo è esattamente il principio voluto dalla Merkel secondo cui i Paesi insolventi devono sottostare alle decisioni cogenti dell’Unione.
 
Secondo, per quanto riguarda la ricapitalizzazione delle banche, il fondo salva-Stati potrà provvedervi direttamente, senza che questo faccia gonfiare il debito pubblico dei Paesi sovrani. Sembrerebbe, a prima vista, un’omissione di sorveglianza da parte dei primi. Però, in sostanza, il fondo ricapitalizzerà direttamente le banche, accollandosi i rischi come azionista, ma proprio in questa veste diventerà un ferreo controllore. Quindi, eserciterà molta più attenzione sui comportamenti dei Paesi sovrani.
Possiamo dire che, nel complesso, la Merkel ha ottenuto un aumento della sorveglianza europea sugli Stati membri e non una diminuzione. Male hanno fatto coloro che hanno parlato di una sua sconfitta. Non poteva essere altrimenti, perché il sentimento del rigore è comune a tutto il popolo tedesco e alla maggiore rappresentanza politica. Cdu e Socialdemocratici non esprimono alcuna differenza d’opinione al riguardo.

Che il professor Monti goda di grande prestigio a livello europeo e mondiale non c’è alcun dubbio. Che il suo prestigio si trasferisca al nostro Paese, neanche. Ma proprio perché questo è un fatto obiettivo, non bisogna santificarlo e farlo uscire dalla dimensione umana da cui proprio lui non vuole uscire. L’uomo è capace, preparato, intelligente e, apparentemente, modesto. Ma consapevole delle sue doti. Peccato che non le stia usando adeguatamente nel versante dove nessuno è mai riuscito: il taglio della spesa pubblica.
Domenica primo luglio è scaduto il termine per dimezzare la rata dei rimborsi ai partiti di ben 180 milioni di euro. Gli stessi partiti hanno gonfiato la loro bocca dicendo che il risparmio sarebbe andato ai terremotati dell’Emilia. Nessuna legge è intervenuta e, pertanto, salvo qualche atto immediato, i partiti incasseranno nei prossimi giorni l’intera rata, mentre i terremotati emiliani aspetteranno invano.
La revisione della spesa è il vero esame della capacità di Monti di incidere su un meccanismo perverso. Attendiamo con ottimismo.