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Direttore Carlo Alberto Tregua
L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Ago
03
2012
C’è una panzana che viene fatta circolare da politicanti senzamestiere, sindacalisti corporativi e da altri che intendono mantenere i privilegi. Riguarda il fatto che i tagli per la spending réview (gli ignoranti pronunciano l’accento sulla w finale) vadano a colpire i servizi.
La verità è che essi vanno a colpire gli apparati, e cioè il cuore di un sistema clientelare su cui si sono rette le istituzioni nazionali, regionali e locali almeno in questi ultimi 20 anni (ma il vizio ha radici più remote).
Quando si vanno ad analizzare i servizi, ci si accorge che quelli preposti a svolgerli sono una minoranza rispetto agli altri che stanno dietro le scrivanie a scaldare le sedie. Non che gli amministrativi non ci vogliano, tutt’altro, ma ne bastano uno o due ogni dieci che fanno il servizio.
Per esempio, per ogni dieci medici basta un amministrativo, per ogni dieci infermieri basta un amministrativo, per ogni assistente sociale per deboli e anziani basta un amministrativo, e via enumerando.

Se andate a contare la pletora di gente del tutto inutile alla prestazione di servizi, vedrete che ce n’è una quantità impressionante. Sono questi che vanno eliminati dalle piante organiche e, attraverso processi di formazione e riqualificazione professionale, trasferiti ai servizi veri e propri. Altro che assumere nuovo personale, come sta cercando di fare l’assessore regionale alla Sanità, settore dove c’è un esubero di qualche migliaio di persone.
Non regge la motivazione secondo cui si assumono persone di una certa qualificazione e ne esuberano altre di altra qualificazione, appunto perché queste possono essere reintrodotte se acquisiscono nuova professionalità.
La novella Regione che si presenterà ai siciliani dopo la prossima elezione dovrà essere composta da 90 deputati che non siano indagati, imputati o condannati. Ma non basta, devono essere anche onesti e competenti. Lo stesso vale per il futuro presidente della Regione, non indagato, non imputato e non condannato, che sia soprattutto onesto e capace.
Quando la casa brucia non c’è più spazio per incompetenti che privilegino clientelismo e favoritismi. Occorrono pompieri che possiedano alta professionalità.
 
In questo quadro auspicato e indispensabile hanno un ruolo fondamentale i sindaci, sia quelli appena eletti che gli altri in scadenza. Nell’ultima pagina pubblichiamo il decalogo cui si dovrebbero attenere i 390 primi cittadini, per bene amministrare le loro città. Nei giorni scorsi, invece, abbiamo pubblicato il decalogo del presidente della Regione cui si dovranno attenere i candidati.
Fra i punti più importanti, vi è la capacità di sciogliere senza riserva tutte le società per la gestione degli Spl (Servizi pubblici locali), in modo da tagliare le spese per Cda, revisori e l’inutile personale. Tali servizi possono essere assunti all’interno di ogni Comune, con la creazione di un apposito Dipartimento, cui destinare un dirigente (uno solo). In questo modo, i risparmi sarebbero notevoli (se il dirigente è capace) e i servizi potrebbero migliorare.
I sindaci possono fare altro: tagliare tutti i consulenti, salvo quelli che vogliono lavorare gratis, riorganizzare la macchina amministrativa in base a un Piano aziendale, e investire le risorse emergenti dai tagli in opere pubbliche e sviluppo.

Osservando i punti del decalogo, i sindaci possono ottenere l’iscrizione all’Associazione nazionale dei Comuni virtuosi e mettere sul sito l’avvenuta adesione.
In base all’ultima legge (spending réview) l’iter di qualunque fascicolo delle amministrazioni statale, regionali e locali, deve essere messo on-line in modo da attivare un controllo, caso per caso, da parte dei cittadini, non solo sui fascicoli di proprio interesse, ma anche su quelli degli altri.
Tutto quanto precede spiega perché, all’inizio di questo editoriale, abbiamo sottolineato l’esigenza che deputati regionali, presidente, Giunta regionale e sindaci dei Comuni siano persone di ineccepibile moralità, ma anche di competenza professionale. Non può essere realizzata questa riorganizzazione e ristrutturazione degli Enti se i vertici non sono preparati.
Il compito dell’opionione pubblica, dei siciliani e dei media (quotidiani e televisioni) è quello di verificare che le condizioni esposte si realizzino senza se e senza ma.

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