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Direttore Carlo Alberto Tregua
L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Mag
05
2012
L’osteoporosi è una malattia grave delle ossa che esteriormente tengono ancora ma, spesso, senza avvertire sintomi nè dolore, si rarefanno e si indeboliscono per la riduzione della loro sostanza e della loro struttura.
Come è noto ostéon vuol dire ossa e pòros vuol dire apertura, poro, tufo. Traslando quanto scritto prima, si può dire che si sta verificando per il nostro Paese l’osteoporosi del sistema partiti. Una sorta di atrofia e di debolezza di queste associazioni private, che non sono più in condizione di rappresentare i bisogni dei cittadini cui non sanno dare risposte, come previsto dall’art. 49 della Costituzione.
È questa la grave carenza dei partiti. Ciò accade perché i loro rappresentanti badano più agli affari propri e dei propri amici, dimenticando che, invece, sono al servizio dei cittadini.
e così, di scandalo in scandalo, di défaillance in défaillance, questi involucri apparentemente integri si stanno disfacendo al loro interno, vittime di questa particolare specie di osteoporosi.

Ormai tutti concordano che i partiti sono necessari, ma vanno regolati per legge con i tre strumenti più volte elencati: statuto democratico, contributi trasparenti, bilanci certi e certificati. Senza questi tre strumenti, i partiti saranno azzerati dai cittadini, disgustati di tutte le porcherie che avvengono al loro interno. Porcherie peraltro non nuove, se solo vogliamo ricordare i loro misfatti, dal dopoguerra in avanti con scandali a ripetizione, quinquennio per quinquennio, che sarebbe lungo riportare in questa sede.
Anzicché prendere atto di questo disfacimento, molti partitocrati stupidi dicono che l’ondata di indignazione, che si solleva ogni giorno di più dai cittadini, è antipolitica. Una mera stupidaggine detta da stupidi dei quali la madre è sempre gravida.
Il crinale fra utilità e danneggiamento dei partiti è limpido: se essi seguono e servono l’interesse generale sono utili; se danneggiano l’interesse generale vanno cassati dallo scenario politico e sostituiti da altri soggetti, che vivono per servire e non per servirsi dei cittadini.
Chi fa confusione su questa materia o non è dotato di intelligenza o è in malafede. La situazione è chiarissima, i danni che hanno fatto i partiti in questi ultimi vent’anni (e non solo) sono enormi. è il momento di dire basta.
 
Domani si svolgeranno le elezioni per 147 Comuni siciliani su 390, mentre quelle per alcune Province regionali sono state rinviate in attesa della riforma. A proposito della quale va ricordato che la legge Salva-Italia (L. 214/11, art. 23) ha svuotato le Province di tutti gli organi elettivi, cambiando le funzioni e le destinazioni delle loro attività. Ma tale legge sembra non sia applicabile in Sicilia, ove il preannunciato ddl di riforma giace nei cassetti delle istituzioni.
Nelle elezioni di domani, gli elettori siciliani si troveranno di fronte a una grave scelta: continuare a votare per i partitocrati, cioè quelli che fanno i loro interessi, o cercare candidati che non siano mai stati inquinati dalla politica e, quindi, come neofiti potrebbero fare gli interessi generali.
Questo foglio raccomanda di non votare i partitocrati, anche se fra essi ve ne sono alcuni intelligenti, capaci e onesti. Non votare i partitocrati perché sono proprio loro che uccidono la politica. è il minimo che si debba fare.

Quali sono gli elementi di valutazione per dare il proprio suffragio? Per quanto riguarda gli uscenti, verificare che cosa hanno realizzato concretamente nel periodo della loro gestione, senza farsi imbonire dalle mille giustificazioni quasi sempre fasulle. Insomma, restare esclusivamente sui fatti e sulle azioni compiute. Più precisamente sui risultati conseguiti.
Se le risorse sono state spese bene, se i servizi sono migliorati, se l’evasione e la morosità sono state debellate, se è stato redatto un Piano aziendale fatto delle sue quattro sezioni tipiche (programmazione, organizzazione, gestione e controllo) e così via.
Chi non avesse realizzato in tutto o in parte quanto precede, deve sparire dall’agone politico. Chi avesse approfittato delle partecipate che gestiscono i servizi locali o altri enti, per infarcirli di trombati e amici, va spazzato via.
Nel versante dei neofiti, bisogna verificare i curricula professionali, in modo da evidenziare se hanno realizzato progetti e conseguito risultati anche nella loro vita sociale e privata. Ci rendiamo conto che scegliere non sarà facile, ma l’Alta Politica merita attenzione, capacità e sforzo.

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