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L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Apr
07
2012
Il leader di Fli, Gianfranco Fini, non sapeva che il cognato Tulliani avesse comprato casa a Montecarlo coi soldi del partito avuti in lascito da una signora.
L’ex ministro Claudio Scajola non sapeva che la sua abitazione “vista colosseo” fosse stata pagata da altri.
L’ex ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha raccontato la bufala che l’affitto di 4 mila euro al mese dell’immobile lo pagava non già 4 mila euro in una sola volta, ma mille euro in contanti a settimana.
L’ex ministro Rutelli non sapeva nulla delle appropriazioni di Lusi, tesoriere della Margherita.
Per ultimo, in ordine cronologico, scopriamo che l’adamantino Umberto Bossi non sapeva che: a) la sua residenza di Gemonio fosse stata ristrutturata coi soldi del partito; b) che suo figlio Riccardo amasse girare in Porsche, effettuare viaggi con ricchi alloggi e altre spese coi soldi del partito; c) che la moglie Manuela Marrone avesse chiesto un milione dal partito per la sua scuola di formazione; d) che l’altro figlio Renzo, il “Trota”, avesse utilizzato denari del partito anche per il suo diploma.

Partito democratico e Sinistra ecologia e libertà non sapevano di tutte le porcherie che aveva combinato il senatore Alberto Tedesco, ex assessore alla Sanità in Puglia. Il Pd non sapeva delle porcherie che aveva combinato Filippo Penati, ex presidente della Provincia di Milano.
La Lega non sapeva nulla del malaffare di cui è accusato il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Davide Boni. Il Movimento per l’autonomia non sapeva nulla delle relazioni fra il suo leader e settori non qualificanti della società siciliana. L’elenco potrebbe continuare fino alla fine di questo editoriale. Perciò ci fermiamo.
Il comune denominatore fra i soggetti elencati è il disprezzo verso i cittadini e le imposte che tanto faticosamente pagano. Il disprezzo per le istituzioni e il disprezzo per gli elettori che hanno dato il voto come espressione di fiducia. Una sporcizia generalizzata, nefanda e maleodorante che pérmea tutti gli strati della società.
Ovviamente l’opinione pubblica non crede che nessuno sapesse, ma crede che tanti partitocrati abbiano agito consapevolmente, ritenendosi al di sopra della legge e, quindi, impunibili. Ovvero hanno ritenuto che non sarebbero stati mai puniti.
 
Per fortuna ci sono i giudici che stanno facendo emergere la nuova stagione di mani sporche. I procuratori della Repubblica ed i loro sostituti fanno un lavoro encomiabile, salvo alcuni eccessi, e vanno sostenuti dalla gente perbene fino in fondo, come si fece nel 1992.
Solo loro possono aprire il vaso di Pandora per fare uscire quel verminaio da partiti e partitocrati, con i loro interessi privati che hanno bloccato la crescita dell’Italia in questi vent’anni, di destra, di centro e di sinistra.
Ribadiamo ancora che quello che scriviamo non è antipolitica: i partiti sono indispensabili cinghie di trasmissione tra cittadini e istituzioni, ma debbono essere puliti e i loro responsabili avere il senso dell’onore, del dovere e del servizio, senza di che sono semplicemente dei mentecatti che sfruttano il mandato ricevuto. Un’ignominia politica che va stigmatizzata con forza affinché cessi.

Sia ben chiaro che le accuse non sono condanne. In molti casi esse si sono rivelate prive di fondamento. Ma è altrettanto chiaro che esiste un comune denominatore che fa capire come molti partitocrati abbiano perso contatto con la realtà e si ritengano al di sopra di tutti.
ABC (Alfano, Bersani, Casini) hanno detto prontamente che presenteranno un disegno di legge contro il finanziamento occulto dei partiti e contro la corruzione insita in essi. Attendiamo di leggerne il testo per capire se è efficace oppure se si tratti della solita presa in giro. Attendiamo anche di vedere se il Parlamento, cioè i partiti di ABC, approvino in tempo reale la legge anticorruzione, anche in esecuzione della Convenzione di Strasburgo del 1999.
Ancora, attendiamo ABC al varco, se depositino un disegno di legge, da fare approvare tempestivamente, in attuazione dell’art. 49 della Costituzione, avente come pilastri: statuto standard dei partiti, bilancio standard, obbligo di certificazione dei bilanci, rimborsi spese a piè di lista.
L’opinione pubblica è indignata ed esacerbata anche perchè i sacrifici stanno mordendo le carni e imponendo lacrime e sangue. I cittadini non ne possono più di vedere questi abusi. è ora di smetterla. Sul serio.