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L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Ott
08
2011
Gesù cacciò i mercanti dal tempio (Gv 2,13-25). I farisei si meravigliarono di tanto coraggio. Fariseo indica uomo falso, ipocrita, che guarda più alla forma che alla sostanza delle azioni, e Gesù rivolgendosi a loro: Guai a voi scribi e farisei ipocriti...poichè siete simili a sepolcri imbiancati (Mt, 23, 1 e seguenti).
Nel ceto politico vi sono tante persone oneste e capaci, ma tante altre disoneste, trafficone, corrotte ed incapaci, che danneggiano la comunità. Secondo la nota legge di Gresham la moneta cattiva scaccia quella buona, sono proprio i cattivi politici, detti anche politicanti, senza mestiere, i quali diffondono una diseducazione che viene emulata e che mette in dubbio i principi morali cui ogni rappresentante istituzionale di qualunque livello dovrebbe ispirarsi.
L’estesa corruzione che una magistratura intelligente e silenziosa scopre ogni giorno nei diversi gangli della Pubblica amministrazione è una testimonianza che, dal parlamentare nazionale al consigliere regionale fino all’assessore comunale, vi è la diffusa convinzione che la Cosa pubblica è cosa propria.

Da più di un anno alla Camera giace un disegno di legge sulla corruzione, ma i deputati non hanno nessuna voglia di valutarlo in Commissione e portarlo con immediatezza all’Aula. Questo perchè in quell’ambiente vi sono tanti corrotti che si mettono di traverso per evitare una legge esemplare contro la corruzione.
Peraltro non si può mettere una volpe a guardia del pollaio, nè pretendere che il tacchino aspetti con ansia il Natale. Occorre un forte senso civico che spinga gli uomini politici perbene a inserire nell’ordinamento regole tese ad impedire che vengano realizzati reati contro la Pubblica amministrazione.
Lo stesso ceto politico perbene dovrebbe tendere ad espellere dalle proprie compagini tutti quei soggetti che sono sotto processo o per i quali sia stata richiesta un’incarcerazione, o una condanna. La questione dovrebbe essere valutata e confermata a monte, cioè nel momento della scelta dei candidati, i quali dovrebbero esibire non solo la fedina penale bianca ma anche il certificato dei carichi pendenti. Solo così, almeno in partenza, si può essere sicuri della buona fede dei candidati, magari successivamente eletti.
 
Vi è poi un’altra questione non da poco: l’esclusività dell’attività parlamentare. Non è possibile che deputati-professionisti approvino leggi che poi possano utilizzare nell’esercizio del loro lavoro privato. Chiunque eletto al Parlamento dovrebbe obbligatoriamente sospendere l’attività professionale per tutta la durata del mandato, se così gli conviene, oppure rinunziare al mandato.
Lo stesso dicasi per i doppi incarichi dei parlamentari e per tutte le indennità che ogni incarico comporta. Chi è parlamentare, qualunque cosa faccia, da presidente della Camera a membro di Commissione, non dovrebbe avere nessun altro compenso se non quello delle indennità mensili.
Vi è un’ulteriore questione e cioè che i parlamentari hanno una serie di rimborsi spese (diaria, collaboratore, viaggi e trasporti e via elencando) che prescindono dalle effettive spese sostenute, in altre parole non sono rimborsi con giustificativi a piè di lista. Ovviamente tutti questi rimborsi figurativi non sono soggetti ad Irpef.

La questione delle pensioni è uno scandalo nello scandalo perchè il Parlamento ha votato una serie di leggi che consente a chi abbia fatto appena una legislatura di ricevere un vitalizio fino a quando campa. Un privilegio tutto italiano che ci fa sgridare dall’Europa. è difficile che deputati e senatori possano abolire il privilegio della pensione per anzianità per la quale comunque occorrono 35 anni di attiv ità e un’età non inferiore a 59 anni.
Ma torniamo ai politicanti, cioè a quella parte negativa del ceto politico che inquina pure quella positiva. Che non facciano l’interesse generale, è sotto gli occhi di tutti. L’interesse generale sarebbe quello di fare le riforme, di liberalizzare il mercato (società pubbliche per i servizi locali, ordini professionali e così via), eliminare i privilegi prima descritti. In altre parole diffondere principi di equità fra i cittadini, senza di che l’Italia continuerà a zoppicare. Essi vanno cacciati dal tempio. Questa non è antipolitica.