Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia è su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app
 
East Coast di Carmelo Lazzaro Danzuso
il blog sulla Sicilia Orientale


Lug
23
2010
Pubblicheremo tra pochi giorni un’inchiesta sulle incompiute a Palermo e Catania. È stata "chiusa" in tempi brevissimi. L'elenco è talmente vasto che basta farsi venire in mente alcune opere pubbliche principali per fare una pagina ricca. Di contro, il bilancio è davvero deprimente. Nelle due città più grandi della Sicilia i progetti restano sulla carta. I cantieri non partono. Se partono, si bloccano i motivi più disparati.
 
L'attività della pubblica amministrazione è strangolata dai ritardi, dalle anomalie, dai ricorsi giudiziari. Le strade, i parcheggi, l’arredo urbano, le infrastrutture piccole e grandi attendono, mentre gli anni passano. A Palermo viale Regione Siciliana sembra destinata  a restare una bolgia infernale. I parcheggi in centro sono chimere.
 
A Catania la viabilità è paralizzata e le opere, tantissime in project financing, sovente teatro di violazioni delle leggi e quindi nel mirino della magistratura. Quasi ogni giorno passo davanti a quello che doveva essere il parcheggio interrato di piazza Europa. C'è solo un grande scheletro di cemento dentro a una voragine sporca e abbandonata. Non c'è più nemmeno la piazza. Va così da tre anni, senza che cambi qualcosa. È solo un esempio.
 
Ne potremmo raccontare a centinaia. Ma il filo conduttore è unico. Dietro ogni stanziamento di denaro per opere pubbliche c'è una strategia sotterranea. Che non ha come obiettivo la realizzazione dell'opera, ma il vantaggio di qualcuno che poi resta sempre nell'ombra. Il tempo passa, la memoria cancella tutto, come se non fosse mai successo nulla. La ruota continua a girare. I disagi aumentano, la qualità della vita nelle nostre città sprofonda tristemente.
 
A.L.
Lug
14
2010
L'amministrazione di Catania risponde, ma le azioni concrete stentano a vedersi. È la situazione che si vive, già da qualche anno, all'interno del territorio, dove i residenti di alcuni quartieri – nelle ultime settimane in particolare quelli di San Cristoforo e Librino – hanno alzato la voce chiedendo una maggiore attenzione da parte delle istituzioni.

Servizi più efficienti e in numero superiore a quelli attualmente attivi e più controlli da parte delle Forze dell'ordine per una concreta vicinanza a quei cittadini che si sentono quasi abbandonati. Al Comune e alla sua amministrazione sono state sottoposte le richieste più pressanti, in particolare per la realizzazione di quelle opere promesse nel corso negli anni e mai realizzate. Opere che avrebbero potuto rilanciare la vita sociale ed economica dei quartieri in questione, ma che con il passare degli anni si sono trasformate in desolanti incompiute.

Un altro elemento che ha fatto crescere la delusione dei cittadini e quella sensazione di abbandono difficile da scacciare.
 
C.L.D.