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Quotidiano di Sicilia

Orizzonti euromediterranei di Patrizia Penna
il blog della Fondazione euromediterranea Luigi Umberto Tregua


Apr
20
2012
Concetta Sapienza si racconta
 
Si dice che nella vita le cose non succedano mai “per caso”, eppure è proprio “per caso” che è avvenuto il mio incontro con la Fondazione Euromediterranea Luigi Umberto Tregua Onlus di Catania.
 
Ricordo ancora una conversazione con una mia cara amica che mi segnalava un bando che metteva a disposizione quattro borse di studio per giovani musicisti e la mia reazione fu distratta e disinteressata: “Beh sì… sarà una di quelle cose per i soliti fortunati-raccomandati”. Ma qualcosa dentro di me muoveva inaspettate sensazioni positive tant’è che il tempo poi avrebbe dimostrato che il mio cuore non si sbagliava. Fino all’ultimo giorno di scadenza quasi ignoravo le parole della mia amica che si premurava di tanto in tanto di ricordarmi della domanda. Ma in quelle parole c’era qualcosa di più: la possibilità di mettere in atto una grande esperienza, l’opportunità di studiare con un grande maestro, Calogero Palermo 1° clarinetto dell’orchestra “National de France” e non volevo negarmela.
 
Ed è questo che la Fondazione Euromediterranea Luigi Umberto Tregua Onlus di mi ha dato: la possibilità di trovare la ricchezza di un percorso così importante che purtroppo ai giorni d’oggi non è per tutti. Studio, esperienza, arte, musica e crescita sono state tra le cose che grazie alla borsa di studio ottenuta ho potuto continuare a coltivare. Il corso, seppur relativamente breve, ha portato con sé grandi frutti. Le lezioni si basavano sullo studio di gran parte del repertorio clarinettistico affrontando problemi tecnici e musicali, il tutto racchiuso in una bella dose di buoni propositi e positività. In un contesto ristretto, seppur stimolante, come quello di un conservatorio, un’esperienza come questa è vitale.
 
Le novità artistiche, musicali e i nuovi incontri hanno contornato l’ultimo anno della mia vita dandovi un colore nuovo. Il corso e le lezioni sono stati un modo per assorbire un bagaglio musicale e professionale senza il quale la mia vita, artisticamente parlando e non solo, di certo, non sarebbe stata la stessa. Per questo il mio “grazie” è una parola che da sola non basta ad esprimere la mia gratitudine per la possibilità che mi è stata offerta: la possibilità di continuare a sognare e a crescere.
 
Concetta Sapienza