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Quotidiano di Sicilia

Direttore Carlo Alberto Tregua
No Profit Blog di Patrizia Penna
il blog sul no profit


Ago
17
2011
In un momento storico dove la parola crisi risuona praticamente in ogni attimo della nostra vita la scelta di diventare genitori diventa, come se già non lo fosse, difficile da compiere. Questa per un’insicurezza costante che non consente spesso di pianificare in modo adeguato uno dei passi più importanti della vita degli italiani. I dati parlano chiaramente di un arretramento demografico dovuto a un calo delle nascite di ben 7mila bambini a livello nazionale. In questo quadro certamente non roseo c’è anche la Sicilia che mostra un tasso di natalità compreso fra il 9,5% e il 10,5% a fronte di una mortalità invece che naviga fra il 9 e il 9,6%. I dati sulla povertà mostrano un Mezzogiorno, e una Sicilia in particolare, in forte difficoltà.
 
La percentuale di famiglie povere è passata dal 24% del 2010 al 27% del 2011. In questo quadro quasi un terzo delle famiglie con più di tre figli risultano vivere sotto la soglia di povertà.A tutto questo si deve poi aggiungere anche la difficoltà maggiore per le donne di trovare un lavoro. Spesso infatti nel non costruire un nucleo familiare influisce anche il timore di un possibile licenziamento a causa di una condizione lavorativa instabile e ottenuta non senza pochi sforzi.
 
Il quadro appena elencato mostra come sia difficile essere genitori nel 2011 in un’Italia che stenta a crescere e che mostra sempre più chiaramente tutti i suoi deficit economici e culturali. In questo quadro chi compie la grande scelta si ritrova a dover affrontare degli ostacoli che possono provocare numerosi problemi. L’assenza di una rete a tutela nei confronti dei genitori risulta evidente. I soli consultori familiari non sono sufficienti per fornire il giusto aiuto a coloro i quali affrontano il primo passo e hanno delle difficoltà nella gestione del minore. A tutto questo, ed è doveroso dirlo, si somma anche un crollo dei valori della famiglia che è stato soppiantato da altri interessi ritenuti primari dai giovani.
 
Lavoro e successo hanno sostituito la costituzione del nucleo familiare e soprattutto si avverte una tendenza all’essere eterni Peter Pan che fa slittare e di molto la scelta del matrimonio e di mettere al mondo un figlio. E così italiani e siciliani ci troviamo costretti a ricorrere all’aiuto degli immigrati per ottenere un saldo positivo tra natalità e mortalità il tutto a causa di problemi oggettivi e di valori ormai perduti.
Ago
02
2011
Le politiche rivolte alla famiglia stanno progressivamente e inesorabilmente perdendo spazio dalle agende politiche delle varie amministrazioni comunali. I dati parlano chiaramente e mostrano come la Sicilia si riconfermi il fanalino di coda della classifica con soltanto il 5% dei bambini che si reca in un asilo nido comunale o convenzionato. Una caso emblematico è quello di Palermo.
 
Un comune dalla grande estensione che offre ai propri abitanti 30 strutture in totale suddivise nelle sue otto circoscrizione. Un servizio che lascia inevitabilmente fuori un’ampia fetta di cittadini che ne richiedono l’accesso. Infatti, mentre sono 1814 i bambini che usufruiscono dei servizi comunali sono ben 618 quelli ancora in lista d’attesa.
 
Facendo dei rapidi calcoli con il pallottoliere in mano si scopre benissimo come ammonti a 1/3 il numero degli esclusi. Una questione di non poco conto vista la crisi economica imperante che costringe, e costringerà sempre più in futuro, entrambi i coniugi a lavorare non potendosi dedicare alla cura dei propri figli in prima persona per ampie fette della giornata.
 
Spulciando i dati riferiti alla realtà palermitana si nota anche come la situazione sia più grave per l’VIII circoscrizione che per un numero poco superiore di 400 bambini al nido ne vanta 200 fuori dalla porta che aspettano il proprio turno. Situazione simile per la VI con 205 frequentanti e 113 che attendono. Ma la situazione tristemente più emblematica è quella della seconda circoscrizione con l’esorbitante cifra di 0 strutture a disposizione della cittadinanza.

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