Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

 
New design di Francesca Fisichella


Feb
15
2011
Alternando la riflessione con l’abc del design vorrei ora parlare di una questione dentro la quale mi sono ritrovata durante il fine settimana.

Visitando un noto spazio espositivo a Catania - metri e metri quadrati di arredamento contemporaneo, un vero paradiso del design per gli appassionati, mi imbatto nella celebre libreria LB7 di Franco Albini disegnata nel 1957. Oggi è prodotta da un noto marchio nell’ambito dell’arredamento e costa !!!!! euro. I punti esclamativi lasciano ben poco spazio alla fantasia.
 
Si tratta, però, di una icona del design: ha attraversato mezzo secolo con le sue linee e la sua funzionalità, imperturbabile alle mode, agli schiamazzi e ai capricci del tempo.Il che spiega, perfettamente, perché Albini nel dopoguerra fosse uno dei progettisti più contesi dagli addetti ai lavori. Ne vien fuori, però, una diatriba con la mia amica di fronte alla LB7: è giusto o meno che una libreria “costi quel che costa” sol perché ha un nome, un cognome e una data di nascita (e aggiungerei è regolabile in altezza, sia nei montanti, che nelle mensole e mobiletti)?

Dite la vostra, alla mia amica. Io sono di parte: ho solo mobili su disegno, adoro il legno, il colore, il calore e le sfumature che la natura gli regala. Adoro sceglierlo e toccarlo. E non parliamo del profumo. Ma soprattutto adoro l’anima delle cose, qualunque sia la loro essenza (il materiale). Adoro l’idea (il design), che nasce, cresce e prende vita. Del resto lo ha anche detto la ventiduenne Delfina Delettrez, figlia di Silvia Venturini Fendi e del gioielliere francese Bernard Delettrez, e già nota da un pò di tempo come designer di gioielli: il vero lusso è avere una cosa unica e fatta a mano. Sarà un atteggiamento snob? Ditelo alla mia amica.
Feb
08
2011
È trascorsa già una settimana? Pare proprio di sì, e nel frattempo Gino da Bologna ci ha chiesto se parleremo di design e tecnologia. Perché no?! Il connubio è perfetto, anche se cercheremo di non sconfinare su un terreno che è già trattato da Isola Telematica.

In questo fine settimana mi è capitato, però, di approfondire il “design” dal punto di vista del web, o per meglio dire del web designer. Magari i più già lo conoscono. È una figura sempre più nota, che ha ormai conquistato un suo mercato.

“Sei connesso?” diceva qualche tempo fa quel noto comico di Zelig... Ebbene sì (anche se il senso era un altro in quel caso). Se oggi non lo sei, molte porte resteranno chiuse. Ma chi è il web designer? Potremmo dire che è l’architetto del web, colui che progetta, che costruisce un sito e lo rende fruibile, o per meglio dire accessibile agli internauti. Se poi volete saperne di più, vista la dilagante “communitymania”, esiste pure quella dedicata ai web designer.
 
Feb
01
2011
Quante volte in un solo giorno vi capita di sentir parlare di “design”?. Ormai lo si incontra nei contesti più disparati. Magari un tempo lo avremmo associato al convegno nazionale dei giovani architetti…, o avremmo immaginato di incontrarlo leggendo di quel mirabile fenomeno che fu il Bauhaus.

Ebbene oggi lo si incontra anche recandoci dal buon vecchio fioraio, dal progettista di siti web, da chi curerà l’illuminazione a casa nostra. È di scena il new design.

Ci capiterà, se già non è successo a molti di voi, magari in occasione del proprio matrimonio, col flower designer, col lighting designer, ed ancora col comunication designer, e pure col food designer. La lista potrebbe ancora continuare. Magari avremo modo di arricchirla nelle prossime settimane, e con il vostro aiuto.

Il design caratterizza ormai la nostra vita quotidiana. Ce lo ritroviamo in casa, in ufficio, perfino in automobile. Wikipedia ci dice che “Sempre più spesso il termine design viene utilizzato erroneamente per definire solo l'estetica di un prodotto, e quindi strettamente legata alla parte esterna del prodotto, alla sola "carrozzeria". Il design, invece, ha un significato molto più ampio: comprende anche il rapporto tra il prodotto e il suo utilizzatore e l'intero studio per il suo processo costruttivo”.

Ossia alla base del design c’è il concept, l’idea. Infatti, sempre su Wikipedia leggiamo che: “Il design di un prodotto è quindi il risultato dell'analisi di tutte le caratteristiche progettuali che definiscono il prodotto stesso. Un oggetto di design, quindi, racchiude in sè un elevato insieme di qualità come l'ergonomia, l'usabilità, la semplicità costruttiva, la sostenibilità ambientale, impatto ambientale, estetica, etc.”

L’appuntamento è alla prossima settimana. Andremo a scovare il design. Se lo incontrate voi per primi fatecelo sapere.