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L'editoriale del vice direttore di Raffaella Tregua


Set
29
2011
Ci sono persone che ti cambiano la vita. Persone la cui sola presenza è determinante, persone che col loro sorriso, con la loro gentilezza, la loro delicatezza, la loro fermezza, anche col semplice sguardo riescono a cambiartela….a volte per sempre. Tra prima di conoscerle ed il dopo c’è il fiume.

Così è mia sorella Marilù.
A distanza di oltre un mese, comprendo sempre più l’essenza di un concetto mai compreso prima. Ad una fisicità mancante corrisponde, almeno nel suo caso, un’altrettanta presenza spirituale fortissima. Non è un caso che sia così, poichè ciò è tipico delle persone buone, giuste, oneste, forti ed equilibrate.

Al di là del coraggio dimostrato, al di là del dolore lasciato, la presenza è una costante. Le persone che ti cambiano la vita sono poche, a volte quanto le dita di una mano, forse, a volte meno, ma quando hai la fortuna di incontrarne anche una soltanto, allora riesci a fare cose che non credevi possibile, superi limiti prima insuperabili o che nemmeno conoscevi, la tua mente si apre, il tuo cuore si accende, la tua anima si illumina. E sono state loro a fartelo comprendere con la loro saggezza, il loro buon senso, il loro esempio. Poi, quando vanno via, ne comprendi l’importanza, il carisma anche pacato, la determinazione, l’altruismo.

Ed è così che impari a vivere, amare, sorridere, arrivi persino a ridere delle cose, pur conservando nel profondo il tuo dolore. Che sai già non andrà più via, farà parte di te, resterà con te per sempre. Ma anche questo ti cambia la vita, perché il dolore ti apre un mondo senza rinvii, in cui oggi è più di domani, in cui lasciare fluire le cose della vita è una dimostrazione di forza non di debolezza, in cui diventi consapevole che l’amore si moltiplica non si divide. Quel dolore senza il quale non sentiresti l’assenza di chi non c’è, quel senso di perdita e di vuoto che mai niente e nessuno potrà colmare, ma che ti ricorda in ogni istante quanto hai amato chi non c’è.
Le domande che vengono alla mente spesso non hanno una risposta, anzi fanno venire ansia e paura. Accettare diventa l’unica scelta possibile, ricordare e continuare ad amare l’unica condizione. Spiegare ai figli che è parte della vita stessa e che noi umani siamo troppo piccoli e relativi per tentare di contrastarla.

Credo che ogni cosa andrà al suo posto e che nel disegno divino ogni cosa abbia il suo perché. Preferisco non chiedermelo più però, scelgo semplicemente di vivere per come lei mi ha insegnato.
Set
15
2011
“Siamo tutti insidiati da una cultura che semina menzogne e fa pensare che l’uomo vero è colui che ha potere e denaro, che le regole sono nemiche della libertà, che bisogna lasciarsi guidare dalle sensazioni più che dalla ragione, che il bene morale è ciò che conviene senza sacrificio” queste le parole del cardinal Bagnasco presidente della Cei (Conferenza episcopale) e arcivescovo di Genova in una bellissima omelia di fine agosto.
 
E non credo fosse solo l’uomo di Chiesa, l’alto prelato ad affermarlo, sono convinta fosse invece l’uomo laico, come potrebbe affermarlo e lo fa, ogni uomo o donna di questo meraviglioso e decadente Paese, che desidera ancora vivere, lavorare, morire in questa terra senza perdere quel briciolo di fiducia ed ottimismo senza il quale sarebbe già partito per altri luoghi.
 
Come gli emigranti andavano in America alla ricerca del lavoro, così oggi il Brics sarebbe un’allettante alternativa (Brasile, Russia, India, Cina) o perché no la più vicina Svizzera. Paesi in cui una politica di sviluppo, una gran voglia di lavorare, regole che delimitino spazi e tempi inducono a lasciare il paese natio e cercare lidi più consoni al desiderio di reale libertà e stabilità economica. Perché le regole sono amiche della libertà, aiutano la convivenza, danno certezza di legalità e giustizia, conducono le persone ad una migliore qualità della vita, riducono il disordine e la confusione dando un senso di stabilità. La Svizzera è il Paese europeo con la più alta qualità della vita, offre vantaggi fiscali, una burocrazia moderna ed efficiente, opportunità di lavoro. Già più di 600mila italiani si sono trasferiti là.
 
L’Italia è un Paese senza regole apposta per aumentare il caos perché nel caos ogni individuo può agire come vuole, può guazzabugliare nei suoi affari senza che nessuno gli dica nulla, può permettersi di costruire abusivamente la casa e restarci a vita come chi invece ne ha costruito una ottenendo autorizzazioni, visti con iter burocratici infiniti. Perché mai allora si dovrebbero seguire le regole se, non facendolo è tutto molto semplice, veloce, senza alcun problema? Ed ecco che i furbastri proliferano, invadono, dilagano. Mentre tutti gli altri, i buoni e gli onesti, continuano a credere con ogni particella di sé che solo seguendo le regole si può andare avanti con onestà .
 
E’ questa la parte di italiani che spinge avanti l’Italia, non l’altra. Occorrono di nuovo regole e certezze per riportare nel cuore di tutti gli italiani l’entusiasmo e l’energia di lavorare insieme per ricostruire pezzi enormi di cultura, civiltà, valori, politica e famiglia che ci siamo persi dietro nell’ultimo decennio.
 
Certi valori non sono negoziabili, non si devono dimenticare mai, bisogna tornare a crederci con la forza del giusto.