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Quotidiano di Sicilia

 
West Coast di Agostino Laudani
il blog sulla Sicilia Occidentale


Dic
10
2010
Non è indispensabile studiare le classifiche del Sole24ore sulla qualità della vita per conoscere come si vive nelle città siciliane. Siamo agli ultimi posti, come sempre. Del resto, anche a leggere le inchieste giornaliere del Quotidiano di Sicilia emerge una realtà sconfortante. Arretratezza, ritardi, favoritismi sono la regola, mentre sviluppo ed efficienza restano sogni o fenomeni da invidiare agli altri, perlomeno da Firenze in su, si intende.

Colpa dei politici e degli amministratori? Si, se operano per "non si capisce bene quali interessi", con rari e deboli segnali di miglioramento, di quel miglioramento che sia visibile e riconoscibile come "bene comune".

Colpa dei cittadini? Si, se continuano (continuiamo!!) a chiedere favori all'amico politico per ottenere quelli che altrove sarebbero dei semplicissimi diritti; a infrangere puntualmente le regole del vivere civile, a cominciare dagli spazi pubblici, dalla strada, dalle tasse da pagare; a vendere il nostro voto per una lavatrice o per qualche euro di generi alimentari; e non vado oltre con gli esempi, perché ciascuno potrebbe aggiungerne senza fare molti sforzi di fantasia.

Però... c'è un però. Il livello culturale, in politica, è diminuito moltissimo rispetto, per esempio, ai "tempi di Andreotti" (con tutto quel che potremmo contestargli!. Insomma, cercate oggi i politici di spessore. Quelli che parlano con garbo, non gridano, esprimono contenuti e fervore intellettuale. Propongono, non polemizzano. Sono concreti e fanno, dopo aver parlato.

E poi... per un momento...

pensate a cosa è veramente "la gente". A cosa sono i "cittadini". Cercate la gente nelle feste popolari. Nei supermercati dei quartieri meno chic delle città. Nelle strade dei quartieri periferici. Nelle aule delle scuole medie.

Emergerà, forse, uno spaccato inquietante di questa società in continua evoluzione e, è una mia umilissima osservazione, in precipitoso decadimento, nei costumi e nella cultura, intesa nella sua più ampia accezione.

Non siamo certo quelli di dieci o vent'anni fa.

Resta da stimare quanto "peggiori" stiamo diventando. Quanto ci stiamo allontanando da una vera democrazia. E in quanto tempo raggiungeremo, con tutto questo, livelli insostenibili e pericolosi per la civile convivenza.