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Quotidiano di Sicilia

E-cologia di Antonio Casa
il blog sull'ambiente e il consumo


Gen
20
2011
Sul QdS in edicola venerdì 21 gennaio, tra l’altro, raccontiamo dell'ennesimo episodio di quella odiosa, tracimante burocrazia che la Regione, stando alle dichiarazioni dei suoi governanti, vuole eliminare e che, invece, ostenta attraverso i propri uffici, ostacolando lo sviluppo economico dell'Isola. 

Si tratta del bando per l’attivazione, la riqualificazione e l’ampliamento dell’offerta ricettiva locale attraverso un regime di aiuti a favore delle piccole e medie imprese del settore turistico. Le imprese lo attendevano da tre anni. Poi, finalmente,  il 16 luglio 2010 è stato pubblicato. Ma a soli due mesi dall’avviso nella Gazzetta Ufficiale della Regione, il bando è stato ritirato, creando non pochi disagi a quegli investitori che già avevano stilato progetti e adempiuto alle snervanti procedure burocratiche.

“Un problema di competenza e di incongruenze presenti nel documento”, si giustificano dagli uffici. Vi risparmiamo i particolari.

Il fatto è che, usando le parole di un’imprenditrice, Antonella Giarrizzo (che da Milano vuole tornare ad investire nella terra di origine, Piazza Armerina) si tratta di “un vero danno per gli imprenditori locali e per coloro che da fuori il territorio regionale intendono investire sull’Isola. Io come tanti altri colleghi aspettavamo da diverso tempo questo provvedimento; ebbene, sin da subito sono state evidenziate delle gravissime contraddizioni".

Ieri, dall’assessorato alle Attività produttive è arrivata una nota che spiega: “il bando verrà pubblicato a breve”, aggiungendo che “a seguito della riforma della Pubblica amministrazione regionale, le istruttorie e le competenze sono passate all’assessorato Attività produttive”, eccetera. “Adesso l'iter può riprendere”.

Gli interessati dovranno rifare tutto daccapo. Così le imprese neanche arrivano. Girano al largo.
Gen
13
2011
Al Ministero delle Infrastrutture (e Anas) non sono bastati 473 rilievi di non conformità rispetto alla convenzione stipulata nel 2000 con il Consorzio per le autostrade siciliane per convincere i giudici del Tar di Catania ad approvare il decreto con cui il ministero e quello dell’Economia, nel luglio scorso, hanno revocato la stessa concessione. Il Tribunale amministrativo regionale, con ordinanza.

Definitiva, ha annullato il decreto e di fatto la gestione delle autostrade siciliane (Palermo-Messina, Messina-Catania e Siracusa-Gela) torna sotto il controllo del Cas.

"Dobbiamo rivolgerci ai giudici - ha detto Lombardo – per vedere riconosciuti i nostri diritti". Il Governatore ha affermato che lunedì affronterà con il ministro Altero Matteoli che sarà in Sicilia, il tema della gestione delle autostrade dopo la sentenza del Tar. "Penso che la soluzione sia quella di una società mista tra Anas e Regione siciliana per aumentare l'efficienza e ridurre gli sprechi" ha concluso Lombardo.

Dunque, in attesa di leggere le motivazioni dell’ordinanza, ci pare di capire che gli sprechi e le inefficienze nel Cas siano ormai sotto gli occhi di tutti, tuttavia non sufficienti a togliere al Consorzio la potestà di una gestione fin qui fallimentare. Sperando che questo non rappresenti il precedente per rinnovare impunemente quanto di male fatto in dieci anni.