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Quotidiano di Sicilia

E-cologia di Antonio Casa
il blog sull'ambiente e il consumo


Feb
18
2011
Eni vuole chiudere i contenziosi attualmente pendenti sui danni ambientali in nove siti industriali, fra cui quelli siciliani di Priolo e Gela. Una buona notizia, perché l'ambiente da quelle parti sta male e cominciare a fare delle bonifiche è cosa buona e sensata.
 
Considerando lo stanziamento complessivamente di 1,25 miliardi di euro, in Sicilia dovrebbero arrivare circa 350-400 milioni di euro che, tra l'altro, innescheranno anche una ricaduta occupazionale, seppure a tempo determinato.
 
A tal fine, Eni ha proposto una transazione al ministero dell'Ambiente chiamato ora alla propria valutazione. E' l'occasione, in caso di assenso ministeriale, per far partire anche il resto delle bonifiche, cioè quelle legate alle altre imprese che operano nelle zone industriali, soprattutto nell'area priolese.
 
Tralasciando gli annunci che ben conosciamo e cominciando a lavorare sul serio.
Feb
11
2011
Sulle aperture domenicali dei negozi l’assessore al ramo Venturi dice una cosa, il presidente Lombardo un’altra.  Il primo vuole tutelare gli interessi dei piccoli commercianti e propone 20 giornate festive di apertura l’anno, domenica più domenica meno. Lombardo lo “corregge” e vuole maggiore libertà.

In effetti, prendiamo i centri commerciali. Di domenica sono sempre aperti e affollati. Consentono alle famiglie di recarsi a fare acquisti nell’unica giornata in cui tutti i componenti sono liberi da impegni.

La storia che chi lavora nei negozi debba godere del giorno libero in “rosso” sul calendario non regge più. Negli ospedali, nelle stazioni delle forze dell’ordine, nella ristorazione, nei cinema, nei giornali, in tanti posti insomma, la domenica si lavora come e più che negli altri giorni.

Semmai occorre tutelare i commessi che lavorano nelle giornate festive, dando loro l’onorario previsto dalle norme contrattuali e il giorno di riposo compensativo. Certo, non possono nemmeno lavorare quattro domeniche su quattro.

Gli esercenti che vogliono aprire anche nel settimo giorno devono prevedere turni adatti allo scopo e la possibilità di avvalersi di personale part time. Vogliono aprire la domenica per incassare di più? Facciano pure, ma rispettando le regole. Come in qualsiasi altro posto di lavoro domenicale.
 
Feb
08
2011

Alcuni giorni fa è stato siglato un accordo tra la Regione siciliana ed Eni Med sul futuro dello stabilimento di Gela. In sintesi: in cambio di una concessione ventennale per la ricerca degli idrocarburi, Eni si impegna a fare investimenti per l’ambiente (tra cui la bonifica del dannosissimo parco coke), la sicurezza sul lavoro e la prospettiva occupazionale nello stabilimento, pari a 800 milioni di euro. Ci sarebbe da obiettare, in quanto Eni ha annunciato parte di questi investimenti più di un anno fa. Tuttavia, la notizia è da salutare con favore.
 

Il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo ha bollato la cosa come “insufficiente”. "Consideriamo la presenza dell'Eni in Sicilia importante, ma riteniamo del tutto insufficiente il suo impegno al risanamento del territorio isolano per il quale convocheremo nei prossimi giorni una riunione a Roma". Secondo il ministro, “gli investimenti peraltro (erano) già sbloccati dal Ministero dell'Ambiente e annunciati pubblicamente un anno fa".

Tutto vero. Però Prestigiacomo (tra l’altro avversaria politica di Lombardo) non spiega il perché sull’anno evidentemente trascorso invano, né i motivi di una continua “politica degli annunci”. Come nel caso della bonifica della rada di Augusta, del valore di circa 850 milioni di euro, data per certa più di due anni fa e rimasta invece impantanata.

 

Le imprese che dovrebbero contribuire, secondo il principio sancito dalla Corte di giustizia europea (“Chi inquina, paga”), fanno ostruzionismo. Ma è anche vero che il ministero – e gli assessorati regionali preposti – dovrebbero farsi rispettare in nome e in conto dei cittadini.