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Quotidiano di Sicilia

WorKnow di Dario Raffaele
il blog sul lavoro, i beni culturali e la pubblica istruzione


Ott
14
2010
Mentre continuano le prove d'idoneità per la stabilizzazione di quasi 5.000 precari regionali per le categorie “A” e “B” negli uffici della Regione, continuano ad arrivare in redazione numerosissime email di disoccupati che ci invitano a continuare la nostra battaglia contro i privilegiati.

Insieme alle loro e-mail, ne arriva qualcuna (a dir il vero sparuta) che ci accusa di un accanimento nei confronti dei precari della Pa, considerati “inutili”. Ancora una volta voglio ribadire un concetto: il Quotidiano di Sicilia non ha nulla contro queste persone, vorrebbe solo che fossero tenute in considerazione quanto i 236.000 disoccupati siciliani.

I precari della Regione possono essere (e sicuramente lo sono) preparate e competenti nel loro lavoro, sono “inutili” in quanto “eccedenti” quella che dovrebbe essere la normale (o per meglio dire ottimale) dotazione organica della pubblica amministrazione di una Regione che, con 5 milioni di abitanti, conta già, senza che sia stato deciso in alcun Piano aziendale, 20.642 dipendenti (fonte: Corte dei Conti Sicilia) contro i 3.129 di una regione, la Lombardia, che di abitanti ne ha quasi 10 milioni.

Del resto per quale motivo la Regione siciliana deve avere 20.000 dipendenti e non 10.000? O perché non 25.000? A decidere la dotazione organica di un ente dovrebbe essere il Piano aziendale. Ma ad oggi la Regione ne è privo.
 
Sono quattro le fasi del lavoro che dovrebbero delineare il buon andamento di una amministrazione: la programmazione, l’organizzazione, la gestione ed il controllo. Senza un obiettivo (che dovrebbe essere fissato nella fase di programmazione) non è possibile definire nemmeno la pianta organica di un Ente. Il piano aziendale, del resto, è obbligatorio ai sensi dell’art. 97, comma 2, della Costituzione che recita: “Nell’ordinamento degli uffici sono determinate le sfere di competenza, le attribuzioni e le responsabilità proprie dei funzionari”.
 
Una volta definito il Piano, una volta deciso che la Regione o qualsiasi altro Ente ha bisogno di nuovi dipendenti, sarà possibile pensare ad una selezione (tramite bando pubblico) rivolto a tutti i disoccupati che vorranno prendervi parte e non solo a chi ha avuto il privilegio di lavorarvi per chiamata diretta e quindi contrariamente a quanto recita l’articolo 97 della Costituzione.