Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia è su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app
WorKnow di Dario Raffaele
il blog sul lavoro, i beni culturali e la pubblica istruzione


Mar
03
2011
L’assessore Centorrino è stato aggredito verbalmente da alcuni lavoratori della Formazione professionale che mercoledì hanno occupato l'assessorato regionale, in via Ausonia. I lavoratori della formazione professionale, senza stipendio da mesi, sono giunti all'esasperazione.
 
La Regione siciliana si era impegnata a recuperare la disponibilità economica necessaria ma si è clamorosamente smentita. Purtroppo il meccanismo “distorto” della formazione professionale è ormai bello e avviato ed è difficile da fermare. La formazione è servita sempre e solo ai formatori.
 
Oggi si può considerare un vero e proprio ammortizzatore sociale, ben lungi dall’essere la panacea per risolvere i problemi dell’occupazione in Sicilia. Due giovani su tre non solo sono senza lavoro, ma non studiano, né fanno formazione. I corsi proposti dalla Regione sino ad oggi si sono dimostrati assolutamente inutili a creare le professionalità cercate nel mercato del lavoro.
 
Ma, se da una parte non si producono professionalità, dall’altra si producono stipendi (anche se oggi arrivano sempre più in ritardo, colpevolmente) e… dipendenti. Nonostante il blocco del personale imposto dal 31 dicembre 2008, in due anni, i dipendenti sono cresciuti inspiegabilmente di 1.000 unità. I 10.000 della formazione costano così ogni anno qualcosa come 200 milioni.
 
Ma, se fino all’anno scorso erano disponibili per il settore 242 milioni, quest’anno in bilancio si può contare solo su 120 milioni. Per la parte restante bisognerà confidare nei fondi europei.
 
Insomma, la formazione sembra essere diventata una bomba ad orologeria pronta ad esplodere. Si avvertono già le prime scintille. All’assessore Centorrino e al presidente Lombardo il compito di disinnescarla.
 
Come? Magari bisognerebbe pensare di staccare la spina al costoso giocattolo, azzerare tutto. Pagare gli stipendi ai formatori e fermare la formazione per uno o due anni. Investire tutto per la riforma e ripartire con una nuova squadra e nuove regole. Scelta coraggiosa e impopolare. Chi vivrà, vedrà.