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WorKnow di Dario Raffaele
il blog sul lavoro, i beni culturali e la pubblica istruzione


Set
23
2011
La manna viene citata nella Torah con riferimento al cibo di cui si nutrì il popolo d'Israele durante il cammino dei 40 anni nel deserto dopo l'uscita e la liberazione dalla schiavitù in Egitto; la manna iniziò a scendere dal cielo quando il popolo d'Israele stava avvicinandosi al Monte Sinai per ricevere la Torah.
 
Oggi, i giovani si aspettano che il lavoro venga a loro come la manna al popolo d’Israele. Da tutte le parti si sente dire: “Non c’è lavoro”. Ma quando a qualcuno di questi si chiede: “Tu cosa vorresti fare?” e soprattutto “Cosa sai fare?”. La risposta è nel migliore dei casi un imbarazzante silenzio. Altre risposte sono: “Quello che capita”. I più spregiudicati ci dicono: “Vorrei fare un
lavoro d’ufficio”.
 
Il risultato di questo è che i giovani, soprattutto quelli tra i 15 e i 29 anni (la cosiddetta generazione Neet - Not in Education, Employment or Training) se ne stanno con le mani in mano rinunciando a cercare un lavoro, a studiare o fare formazione. E così è facile vedere le nostre  strade, i nostri centri commerciali, le spiagge delle nostre città, sempre piene di quelli che alcuni
definiscono “sfacinnati”.
 
Ma cosa dovrebbero fare queste persone per avvicinarsi al mondo del lavoro? Non potendo contare (ahimè!) su un’istruzione degna di questo nome, che prepari al lavoro e non si limiti alla teoria, non considerando la formazione professionale (fatta ad uso e consumo dei formatori e comunque non adeguata alle esigenze del mercato del lavoro) resterebbe l’autoformazione.
 
Quanti di questi “passeggiatori” o “scaldabanchi universitari” possiedono la Patente europea del computer? Quanti una certificazione riconosciuta a livello internazionale della conoscenza di una lingua straniera? Quanti sanno usare realmente un computer se non per entrare su Facebook e altri social network? Ovviamente non vogliamo fare di tutta l’erba un fascio ma solo far riflettere e spronare i giovani e più in generale chi non ha un lavoro, ad attivarsi per venire incontro al lavoro, per inventarsi un lavoro.
 
Ci sono profili professionali introvabili sul mercato del lavoro e le imprese hanno grandissime difficoltà a reperirli: i farmacisti in primis, poi i progettisti del settore metalmeccanico, gli addetti alla consulenza fiscale, gli sviluppatori di software, i progettisti meccanici, gli educatori professionali (fonte: rapporto Excelsior Unioncamere 2011).
 
E allora, cari giovani e cari disoccupati, non aspettate la manna dal cielo, se avete realmente fame… preparatevi ad andare a caccia.