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Quotidiano di Sicilia
Direttore Carlo Alberto Tregua
 
Isola Telematica di Benedetto Motisi
il blog sull'ICT e il Web siciliano


Gen
25
2010
Fate la Carità: la crisi in un browser game
La crisi economica esplosa a fine decennio è un fenomeno che ancora adesso persiste, costringendoci a usare a fondo quella tipica abilità tutta nostrana di sapersi arrangiare.
 
Un'inventiva tale da risultare vitale di fronte l'apocalisse. Questo è il principio di fondo di Fate la Carità, un browser game (un gioco eseguibile direttamente dal proprio browser senza installazione alcuna) ideato e prodotto dall'italiana Kalicanthus, leader nel settore.
 
Fate la Carità è un gioco di ruolo politicamente scorretto che ci catapulta in un Bel(?)paese devastato dalla Grande Crisi e da una politica sempre più corrotta e scellarata. In un contesto da fare invidia a Kenshiro e Mad Max messi insieme, impersoneremo l' "eroe" per eccellenza di questa situazione, a noi così tanto familiare: un comunissimo barbone.
 
Il personaggio potrà appartenere a tre razze e tre classi: Nanerottolo, Grassone, Deficente e Alcolista, Aggressivo e Sporco. Insomma, tanta ironia e voglia di esorcizzare il periodo difficile che il nostro paese sta attraversando, con uno slancio di inventiva non indifferente.
 
La perla del gioco sta tuttavia nei PNG, i personaggi non giocanti, che ci daranno quest (missioni) e suggerimenti per sopravvivere in luoghi fin troppo noti come la stazione Rogoredo o Tiburtina. Lo psicopremier, Androtto, Dipietrazzecca, Spia Dalem e La Russo sono solo alcune delle dissacranti caricature realizzate dai ragazzi di Kalicanthus.
 
Una pentola in testa come elmo, un cerchione d'auto come scudo, uno sturalavandini come arma, tanta ironia (comunque consigliata a un pubblico adulto) e voglia di prenderla un po' a ridere, con fare liberatorio, e via per le strade di "Monnezzopoli".
 
Con l'augurio che il baratro così scherzosamente disegnato sia tanto lontano dalla realtà.
Gen
18
2010
Fse: bene la sanità siciliana sul Web
Sembra che le ombre delle quali di solito si ammanta la sanità nel Meridione, stavolta siano state dissipate dalla luminiscente trasparenza di un monitor.
 
Secondo i dati del Ministero della Salute, infatti, l'informatizzazione della sanità siciliana è una delle avanguardie fra le Regioni italiane, parlando nello specifico della sperimentazione del Fse, il fascicolo sanitario elettronico.
 
Ben il 75% delle strutture sanitarie dell'Isola, utilizza questo innovativo, intuitivo, semplice e utile strumento, grazie al quale sarà possibile ridurre le liste d'attesa, e comunicare più facilmente tra i medici e le famiglie. La Sicilia, nell'utilizzo del Fse, è una delle "sette sorelle" (con Lombardia, Friuli, Emilia Romagna, Toscana, Calabria e Sardegna) che si segnalano per il largo uso di questo strumento.
 
Essendo ancora in una fase sperimentale, però, ancora i cittadini non hanno vantaggi visibili dal Fse, in quanto il suo accesso online è, per ora, limitato al personale sanitario, secondo le norme di privacy previste dal garante.
 
L'obiettivo del Governo è di estendere, entro il 2012, l'utilizzo del Fse a tutte le Asl e gli ospedali sul territorio nazionale, dando finalmente la possibilità al paziente di consultare lo strumento insieme al personale sanitario strettamente autorizzato.
 
La via è segnata, e la Sicilia pare averla imboccata, questa volta. Restiamo comunque a seguire gli sviluppi.
Gen
11
2010
Politica guarda di qua, si...proprio verso il monitor
Perché c'è una Sicilia che vive e respira. Vive sull Web, nuotandovi come un pesce in mari che conosce a meraviglia, e respira pixel e bit come se fosse l'aria più pura. Certo migliore di quella ammorbata delle stantie stanze dei bottoni.
 
Bottoni, e non una tastiera QWERTY, figuriamoci un touchpad. Rivolti all'indietro anche in questo? Politica, voltati, guarda di qua, verso il monitor. C'è quello che i mass media chiamano, volgarmente, "popolo di Internet" ma che è fatto di individualità, spesso splendidamente impegnate nel e per il territorio. Anche quando sono fisicamente lontani.
 
Perchè a forza di non essere visti, hanno deciso di andarsene. Ci sono tante piccole eccellenze, l'Istituto Majorana che vuol farti risparmiare i (nostri) soldi, proponendoti software Open Source. Ok, gratis, così capisci meglio, cara Politica.
 
Ci sono i coraggiosi siciliani che operano assiema al Progetto Kublai per rilanciare il territorio, come Nino Galante e il suo Caffé in stile Liberty. E in stile Second Life, molto 2.0 se mi capisci.
 
E poi, quando vengono a bussare alle tue porte, quelli di 40xCatania, per parlarti, cara Politica, apri e ascolta. Perchè in Rete non hanno nè cazzeggiato sui filmatini stupidi, nè giochicchiato con Facebook. Hanno usato il video sharing per fare quello che gli americani dall'altra parte dell'oceano, ma che in Rete navigano a vista, chiamano citizen journalism.
 
Hanno usato Facebook per riunirsi, questi siciliani, e discutere. Insomma, oltre al Citizen Kane, guarda anche a loro, ai "normal" Citizen. E ti ho citato solo quelli con cui ho avuto il piacere di dialogare finora.
 
Che dalla Rete ti chiedono di essere ascoltati, altrimenti Politica, per cos'altro il tuo nome deriverebbe da polis, la città greca della democratica assemblea, quel social network 2.0 a.C. ?
Gen
05
2010
Ci vorrebbe del SOUL
Fra la formazione universitaria e il lavoro dei giovani siciliani, come segnalato dal QdS, si tenterà di gettare un ponte con un forum delle università del Mezzogiorno, composto dai rettori degli atenei meridionali, per promuovere ricerche economiche e sociali sul territorio.
 
A ciò si aggiunge il bando Fit (Fondo per l'innovazione tecnologica), promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico per provare a creare una rete fra le aziende e le università. Insomma, per chi studia e si prepara a entrare nel mondo del lavoro, pare che il 2010 sia un anno propizio grazie all'apporto della Rete.
 
Quello che ancora manca è, forse, un sistema di placement pubblico e gratuito, condiviso dagli atenei siciliani, sulla falsariga di SOUL, un portale per i giovani che cercano lavoro, frutto della collaborazione fra le maggiori università romane e le Istituzioni locali.
 
Il Sistema Orientamento Università Lavoro promuove tirocini, stage, offerte di lavoro in base agli studi affrontati, e non sono rari i bandi di concorso per le migliori tesi. Il tutto, facilmente accessibile in pochi click grazie a una interfaccia semplice e pulita.
 
Navigando sul Web, in ambito siciliano, è presente un progetto non dissimile, ovvero il N.I.L.O. (Network of Industrial Liason Office).
 
"...una rete di collegamento tra le strutture che si occupano di traghettare all’e sterno, verso il mondo del lavoro e dell’impresa, le ricerche, i progetti, le scoperte, le innovazioni, le giovane idee, i talenti, i brevetti maturati negli atenei. Un ponte tra l’Università e il territorio che adesso diventa, grazie a Nilo, sistema regionale, punto di riferimento unico per i ricercatori che vogliono mettere “in vetrina” i propri risultati scientifici, per le associazioni di industriali che vogliano attingere al patrimonio di idee e di creatività delle Università siciliane, per gli enti e le imprese che hanno bisogno di giovani cervelli, per i ragazzi che cercano opportunità di stage, di formazione, di inserimento nel mondo del lavoro."
 
Così si presenta il portale, che però, non viene aggiornato da ottobre 2008. Un peccato, dato che per intenti, scopi e funzionalità poteva proporsi per essere il SOUL siciliano, pur mancando di una interfaccia altrettanto semplice e interattiva. Si può ipotizzare che a causa dell'intrinseca istituzionalità del progetto, sia stato progressivamente abbandonato, ma, se qualcuno degli amministratori c'è, battesse un colpo.
 
In Sicilia, per i giovani, serve come (e per procurarsi) il pane, un portale magari più "easy" per trovare lavoro, magari costituendosi come un ponte fra il mondo accademico e quello lavorativo che, purtroppo, sembrano sempre più distanti e slacciati l'uno dall'altro.

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