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Bios kai ethos di Margherita Montalto
il blog sulla bioetica


Mag
31
2011
Stiamo girando come trottole alla ricerca dell’isola che non c’è, stiamo cercando le pepite d’oro in cose che sicuramente non danno un benessere a lunga scadenza, ma si consumano in un breve istante. Così è anche nell’amore “Cercavo una piccola cosa in un mondo infinito e invece ho trovato te, una cosa infinita in un piccolo mondo." (Jim Morrison)

Una fiammata che poi purtroppo riscalda solo per un po’ finchè calerà  la notte e non ci sarà luce, scenderà il freddo e non ci sarà più calore.

Ubriacarsi di vino buono, recita un detto. Verissimo, ma quando l’effetto del vino buono va via non rimane altro che un ricordo di quella magnifica e sana bevuta...e la vita non è fatta di momenti che poi sfumano. Aristotele nell’Etica Nicomachea diceva che la felicità (o il bene) consiste non in un momento ma nel mantenerla nella durata della vita.

Verissimo, non possiamo  vivere per il mordi e fuggi, quella è un’altra storia.

E’ anche vero che si dica Vivi come se dovessi morire domani, pensa come se non dovessi morire mai. è una frase che fa pensare e magari a dirla si pensa che siano frasi fatte. Le parole sono quelle è vero, ma ciò che conta è cosa vogliono rappresentare, inoltre ci sono pensieri che non possono esprimersi perché non si trovano parole adatte...non è forse il contrario di cose già scontate?
Mag
18
2011
Ma davvero la pesantezza è terribile e la leggerezza meravigliosa? Il fardello più pesante ci opprime, ci piega, ci schiaccia al suolo. Ma nella poesia d'amore di tutti i tempi la donna desidera essere gravata dal fardello del corpo dell’uomo. Il fardello più pesante è quindi allo stesso tempo l’immagine del più intenso compimento vitale. Quanto più il fardello è pesante, tanto più la nostra vita è vicina alla terra, tanto più è reale e autentica. Al contrario, l’assenza assoluta di un fardello fa si che l’uomo diventi più leggero dell’aria, prenda il volo verso l'alto, si allontani dalla terra, dall’essere terreno, diventi solo a metà reale e i suoi movimenti siano tanto liberi quanto privi di significato. Che cosa dobbiamo scegliere allora? La pesantezza o la leggerezza? (Milan Kundera –Insostenibile leggerezza dell’essere).

L’essere umano, seppur desideroso di bellezza, bontà, energia, serenità, li rinnega, fa di tutto per scegliere la pesantezza.
La riflessione si sposta su alcuni passaggi: la nostra materia serve allo spirito e viceversa, ma occorre che essa sia contenitore adeguato per evitare di annientare ciò che ci permette di non affossarci nelle inutilità. Platone affermava che il corpo è la gabbia dell’anima.
 
L’amore per l’altro, ad un certo livello, non è solo corpo ma tutto il suo essere. La sessualità consiste proprio in questo. Ho sempre ribadito che si confonde il sesso con la sessualità: essa è l’essenza del sesso, quell’elemento per cui il sesso è. Non può esistere rapporto fisico se non si parte da questo. La sessualità è movimento verso l’essere dell’altro, il riconoscimento della sua persona, del pudore, della cura e la risposta alla corporeità e spiritualità del partner. E’ l’offerta del proprio essere persona aperto, proiettato in avanti, verso l’altro. Magico. A questo punto si può parlare di intimità, complicità che diventa sempre ricerca continua e appagante dell’altro.
Mag
10
2011
Qualcuno qualche giorno fa mi chiese: “Esiste la felicità?” Certo – risposi - le parole sono attribuite a qualcosa, come tavolo al tavolo, pianto per le lacrime, sorriso etc… anche per felicità è lo stesso. Semmai siamo noi a non volerla cogliere, e ci adagiamo
sulla frase essere “sereni”.

Sereni, ha un’altro senso. Felicità è tanto e tante emozioni intime che fanno sentire leggeri, che accendono la speranza da tradurre in vita. Chi non ci crede è perché possiede il “non cuore”. Un cuore che gli serve solo per vivere fisiologicamente, l’altro, quello emozionante, emozionato non è considerato. Amore è il senso della vita che anima tutto.
 
Le persone non sanno più comunicare. Amore è anche sapere comunicare, trasmettere benessere. Si scrivono mail, si pronunciano frasi e sembra arido come il deserto. Le parole arrivano fredde qualcuno crede che nel gelo ci sia autorevolezza. E si sbaglia.
 
Nella vita c’è sole, piacere, amore, passione. Siamo noi a decidere di stare bene. Se il volere consiste nel rompere le catene del negativo per prendere possesso della propria nave senza zavorre, che il brutto vada via e chi può farlo, perché il temperamento lo consente ed ha il carattere (perché ci vuole carattere, altro che sdolcinatezze), lo faccia. Non si sopravvive alla
vita, ma si vive la vita. Via le cose brutte e splende il sole. Semplicistico? No è semplice, talmente pratico che si vive da Dei!
 
Per chi non provvede ad eliminare il malessere, bisognerebbe emanare un’ordinanza che vieta a tutti quelli che non si attengono alle disposizioni di “tacere e non lamentarsi, in maniera gratuita”, non ha infatti senso dire “sto male” se poi persevero nello stato di quiete, pena il pagamento di una multa proporzionata al tipo di lamentela. Molte zavorre cadrebbero.
 
Via le persone pesanti, diseducate al benessere perché hanno sempre dovuto subire il rinforzo del negativo e no hanno mai avuto il coraggio di dire No a ciò che non va.
Mag
03
2011
L'amore rappresenta il senso della vita. Oggi ci vergogniamo a pronunciare questa parola che
diventa sdolcinata. Siamo indotti a non crederci, a non sentire che il suo potere è immenso più dei
soldi, più di ogni cosa. –Sapete- mi rivolgo agli scettici- qualsiasi cosa voi possiate volere lo farete
sempre con e per amore, perché ci credete, perché la desiderate a tal puto che siete costretti a
mettere tutta la passione di cui disponete. Questo è amore, anche questo!

Nel film “Vi presento Joe Black” Bill Parrish dice alla figlia Susan: “L’amore è passione,
ossessione qualcuno senza cui non puoi vivere. Io ti dico buttati a capofitto con qualcuno che ti ami
alla stessa maniera…come trovarlo? Beh dimentica il cervello e ascolta il tuo cuore…io non sento
il tuo cuore. Perché la verità, tesoro, è che non ha senso vivere se manca questo. Fare il viaggio e
non innamorarsi profondamente equivale a non vivere... ma devi tentare perché se non hai tentato
non hai mai vissuto”.

Ascoltare il cuore che batte e fa sentire che si è vivi, che si fa parte della vita e non si sopravvive
ad essa. Siamo disabituati al buono, a sentirci al centro della nostra vita. Siamo disabituati ad
avere cura di noi stessi e quindi degli altri. Siamo carici e oppressi dai fardelli, dalle zavorre e ci
rendiamo pesanti, cupi, duri, aggressivi e stiamo male. Per stare bene ci vorrebbe poco. Liberarsi
da ciò che non va, da chi succhia le forze e le energie.

Ci vergogniamo a dire Ti amo, ci imbarazziamo a mostrare agli altri i sentimenti perché dobbiamo
apparire forti, centrati per non farci giudicare deboli.

Nell’amore c’è tutto il senso della vita. Basterebbe fermarsi un po’, l’uomo non è eterno, oggi sta
bene fra un istante è finita. Invece ci arrabattiamo per costruire male la vita. Guardare il mare,
cogliere un fiore.
 
Il bene più grande sentirsi capace di dare, ricco di ricevere. Orgoglio, fermezza
distruttiva, che tristezza rappresenta per l’umanità.