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Bios kai ethos di Margherita Montalto
il blog sulla bioetica


Lug
25
2011
Nessuno può arrogarsi il potere di giudicare i comportamenti di un altro. Ciò non vuole essere giustificativo, ma dobbiamo capire che nessuno può conoscere la storia della vita di un altro uomo che lo ha contrassegnato o addirittura segnato.
Se affermiamo che i valori sono fonte dei principi non possiamo affidarci all’indiscussa formula tramandata dalle tradizioni.
Non possiamo accettare che le paure di un uomo trovino rifugio nelle tradizioni.

Non possiamo dare respiro all’ ammissione che le tradizioni non  sono errate.
Chi ha paura di affrontare le novità che si presentano alla sua vita, dando una virata che migliora il suo benessere, si fa proteggere dalla frase “le convenzioni, le tradizioni”. Sono solo falsità che ognuno di noi concede gratuitamente a se stesso facendo credere agli altri il contrario.

Il fatto certo è che un grande uomo si vede dalle scelte che fa. Certo non vorrei cadere nella stessa rete tesa da me quando affermo ciò che ho appena scritto: ovvero sto giudicando.
No, non è così.

 Sono spinte e verità che nascondiamo a noi stessi, abbiamo timore di guardarci allo specchio e trovare l’immagine vera di noi che magari ci mette in evidenza aspetti e atteggiamenti che non avevamo considerato. Siamo troppo abituati agli specchi di legno e ci stiamo comodi in quella falsa immagine che abbiamo e se la vita ci propone o ci mette dinanzi a nuove situazioni dobbiamo coglierle.
Una cosa è vera. Si realizzano solo le cose che si desiderano veramente e ciò in cui si crede.
Non sempre passano certi treni e rendersi conto che trovarsi in quella stazione e vedersi fermare un treno con vagone speciale che attende solo di essere preso al volo, non  farlo, per paura o in nome della tradizione, significa avere perso un ‘occasione che potrebbe essere determinante per la propria vita.

E se non si riflettere su questo abbiamo nella coscienza dei fallimenti a nostro carico.
Work in progress.
Lug
18
2011
Non è possibile razionalizzare sul sentimento. Possiamo dire che il sentimento possiede una logica che non è assimilabile a quella che si utilizza per pagare le bollette della luce o pensare a come realizzare uno spazio in casa per fare entrare un armadio.
I sentimenti seguono un percorso preferenziale, quello del cuore, dell’istinto, del bisogno dell’altro, della ricerca dell’altro.
Non c’è chance per la logica e chi sostiene ciò non ama. Non sa amare. L’amore è libero, non può essere vincolato agli schemi della logica.
Ora credo che si possa affermare con molta profondità che Pascal avesse ragione quando definì la ragione del cuore. “il cuore ha una ragione che la ragione stessa non può comprendere”. E non è forse vero? Quanti si soffermano ad analizzare questa frase?
Solo chi è investito dal sentimento più bello del mondo, che nasce con l’uomo e che l’uomo stesso deve sapere cercare dentro di se, può annuire.
L’amore che muove e smuove tutto, quello che anima e movimenta il cervello, quello che rende felice esiste ed è vero che esiste.
Che logica vogliamo trovare in questo?
Quante azioni sono state compiute nella storia in nome dell’amore.
Amore per la patria, amore per un uomo o una donna, amore per il credo religioso.
L’amore è credenza. E’ fede.
I sentimenti anche quelli negativi non hanno logica. Ma non voglio soffermarmi su questi. Troppo negativo circola attorno a noi. E vorrei epurare almeno in queste occasioni, la mente o il pensiero da riflessioni negative.
Il fatto è che i consumismo ha soffocato i sentimenti buoni. Ma a chi ama e sa di cosa sto parlando dico...perdere l’occasione nella vita di apprezzare la fonte d’amore è un attentato alla vita stessa, alla propria motivazione di esistere. L’amore è confronto, è crescita è forza. 
Lug
12
2011
La sfida del dolore alla vita, alla quotidianità è forte e prepotente.
Molti assimilano il dolore solo alle malattie, ma ci sono dolori dell’anima, dolori del pensiero che non possono passare inosservati. E sono quei dolori che rompono in due il cuore, che non fanno ragionare e a dir poco sembra di stare male e si sta male. Somatizzazione la chiamano. Sarà… intanto si sta male. E per quanto il cervello cerca di razionalizzare, per quanto ci si sforza di superare la “crisi” purtroppo quella famoso razionalizzare non  funziona.
Blaise Pascal diceva: “Il cuore ha delle ragioni che la ragione stessa non può comprendere”. Appunto. I grandi forti, quelli che sanno sfidarsi non si rendono conto che alla lunga le sfide che l’uomo fa a se stesso si pagano in salute. Dolori, nausea, malesseri vari, sono sintomi di una reazione che attiva l’organismo per difendersi o per fare fuoriuscire quella tensione. In qualche modo deve essere liberato il malessere e infatti gli organi subiscono il colpo. Qualcuno potrebbe dire che è solo un fatto psicologico, ma per quanto vero in parte alla fine il corpo paga. E con esso tutto il resto. E si muore dentro se qualcosa si rompe o interrompe…
Il dolore è un maestro di vita, ma per chi vuole intendere. Dovrebbe rendere più docili, umili, umani, invece in alcuni casi la superbia, l’altezzosità non muta, anzi si rafforza, si corrobora.
Ma si paga un prezzo altissimo. Con se stessi.
Gli immortali, gli highlander credono di essere immuni solo perché, per qualche strano motivo, la vita li ha favoriti, ma se non accolgono questo privilegio con umiltà, la vita li punisce. E non lo sanno questo, non lo avvertono l’agguato e camminano con superbia fra il prossimo che li deride per la loro arroganza. Disse un asino “dal mondo voglio anche io stima e rispetto …e così detto in un grand manto si serrò…Indi ai pascoli comparve con gran passo maestoso, ma il mantello si impigliò e la pelle dell’asino mostrò”! Morale…per chi ha orecchi!
Lug
05
2011
Il tempo lo stabiliamo noi. Il tempo non ha tempo. Chi ha tempo non aspetti tempo! E al tempo non importa come sei, dove sei, con chi stai, chi sei, cosa vuoi. E’ una stato mentale. Il tempo lo realizziamo noi. Orari, mesi, settimane. E a proposito di settimane...c’è chi le può “scrivere” di volta in volta rendendole nuove, speciali, diverse, mai monotone, c’è chi invece vive vincolato ad esse e non dice niente di nuovo. Sempre uguali, cadenzate, di quel ritmo stancante alla fine...e che vita è? Si ha paura di affrontare il nuovo, il diverso da ieri per convenzioni, perché pacchetti già confezionati.

eì proprio vero il detto antico “chi ha tempo  non aspetti tempo” e “non fare domani quello che potresti fare oggi". Non è però, attenzione, il misero carpe diem del più misero “cogli l’attimo” usato da chi  crea solo alibi...ma qualcosa di più profondo, più strutturale della vita.

Armonia, entusiasmo si realizzano se si vuole e se si vuole non c’è niente e nessuno che può fermarci.
La vita è una sola, non ce ne è concessa una di riserva. Che paranoie si fa la gente. Si affolla la mente di problemi, di ansie e perde di vista un obiettivo fondamentale: il benessere. Lontano da me chi si interpone fra me e il mio benessere. Gente pesante, angosciante...che pesantezza, che tristezza!

Solo dinanzi alla malattia ci si rende conto di quanto tempo si sia perso in chiacchere, in convenzioni, in status...la salute a quel punto è già andata via. Ahimè!
´╗┐