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Quotidiano di Sicilia

 
Pirandellog di Diomede
il blog su libri, tendenze letterarie e dintorni


Ott
07
2010
L'ultimo libro di Dan Brown è avvincente, intrigante, insomma, l'autore non si è smentito. Mille colpi di scena, con un ritmo incalzante e serratissimo. Tutta prende il via con l'iniziazione di un trentaquattrenne nella sala di un tempio massonico, che si trova a pochi isolati dalla Casa Bianca. L'iniziato, che ha davanti a sé la figura vestita di bianco del venerabilissimo Maestro, avvicina un teschio alla bocca, lo inclina e beve il vino rosso, scuro come il sangue, in lunghe sorsate, a sigillo del suo giuramento per la nuova fratellanza.
 
Il professore Robert Langdon viene attirato a Washington come relatore in una conferenza al Smithsonian dal suo amico, potente massone, Peter Solomon.  Il viaggio del professore tra labirinti, oscuri templi, antichi riti iniziatici diventa così una vera e propria corsa contro il tempo, che prende l'avvio dopo il ritrovamento di una mano mozzata con all'anulare un anello istoriato da emblemi massonici.
 
Si tratta della mano destra di Solomon e Langdon capisce di avere poche ore per ritrovare l'amico e un'unica arma, la sua abilità nel decifrare i simboli che i padri fondatori hanno nascosto tra le architetture di Washington. Ho trovato molto interessante il ruolo della massoneria nella costituzione degli Usa. Ho solo una critica da muovere alla fine si è dilungato un pò troppo.
 
A.G.