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Quotidiano di Sicilia

 
Pirandellog di Diomede
il blog su libri, tendenze letterarie e dintorni


Nov
08
2010
L'ombra del torturatore è il primo libro del Ciclo del Nuove Sole, grandiosa epopea che ha reso noto anche al grande pubblico  l'americano Gene Wolfe. La storia ha il suo inizio in un lontanissimo e desolato futuro, che si intreccia con un passato dal sapore medievale.
 
Severian, il protagonista, è un apprendista artigiano, termine che i Torturatori utilizzano per definire loro stessi. Il giovane odia e ama allo stesso tempo la propria casta, ma non per via delle atrocità inflitte ai "clienti", bensì perché vede la Torre di Matachin, quartier generale dei Torturatori, come una casa e al tempo stesso una prigione anche per gli artigiani stessi.
 
Infatti, i loro mantelli color fuliggine sono segno di sventura per la gente comune che disprezza i carnefici. Ma una serie di eventi, innescati quando Severian ha compassione per una condannata, la castellana Thecla di cui si innamora, lo portano in esilio. Il giovane, che aveva sempre vissuto all'ombra della propria gilda, si trova catapultato fra la gente che lo tema e lo detesta al tempo stesso.
 
Terminus Est, la spada donatagli dal proprio Maestro, è la sua unica compagna e la causa di gran parte delle sventure che Severian incontra durante il proprio cammino in questo primo libro.
 
L'ombra del torturatore è un'opera particolarissima che mette in piena luce lo stile di Wolfe, ricco di dettagli, figure retoriche e allusioni oniriche che hanno ispirato almeno un'intera generazione di scrittori. Marchio dell'autore poi, lo strumento letterario del narratore inaffidabile, in questo caso Severian, che narra gli eventi in prima persona. Una perla del genere.
 
B.M.
Nov
04
2010
Ken Follett riesce a dipingere il periodo storico in cui cala i suoi protagonisti in maniera eccellente come un pittore che dà i giusti colpi di pennello per dare un tocco in più alla sua creazione. Una ricostruzione storica, farcita da suspence, colpi di scena e romanticismo.

L'Inghilterra allo scoppio della 1° Guerra mondiale, sempre presente nello sacchiere internazionale con le sue strategie. "L'uomo di Pietroburgo", è un rivoluzionario, e pur di impedire la guerra e di mettere in crisi il governo russo è pronto ad uccidere chiunque. Un uomo senza scrupoli che 'usa' la propria figlia (ri-scoperta) pur di raggiungere il proprio obiettivo cioè uccidere il principe Orlov.
 
Il conte inglese Lord Walden, persona vicina a Churchill, è alle prese con il principe russo per mantenere l'egemonia britannica in Europa. La storia è molto affascinante vi è un filo conduttore che alla fine fa luce a tutti gli eventi descritti nel romanzo.

Si tratta un libro di veloce lettura, appassionante, ma niente a che vedere con le sue altre opere.
 
A.G.