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Pirandellog di Diomede
il blog su libri, tendenze letterarie e dintorni


Feb
28
2011
I draghi del ferro e del fuoco, è il ciclo fantasy di Michael Swanwick. Il ciclo è composto da La figlia del drago di ferro e I draghi di Babele fino ad oggi inedito.

Il libro è un fantasy decontestualizzato dalla solita ambientazione "cavalieri e dame" e, qui sta l'originalità, calato in una realtà industriale fra capi-reparto troll, elfi borghesi e nani proletari che riescono a fondere tematiche "moderne"  a un genere solitamente tematizzato in un lontano passato.

Ci sono trovate effettivamente innovative, e temi molto adulti. La trama (o meglio le trame) non sono mai banali e regalano al lettore un mondo alternativo libertario e al tempo stesso oppresso che una volta per tutte dovrebbero far cadere i pregiudizi dei libri di genere come marginali. C'è davvero tanto in questa ri-edizione di un classico del fantastico.
 
B.M.
Feb
02
2011
Agata, tredicenne, sesta figlia del maresciallo Peppino Padellani di Opiri, ha un'unica colpa quella di essersi innamorata di Giacomo Lepre, ricco, anzi ricchissimo. Il maresciallo, napoletano di origine, è stato trasferito da Napoli a Palermo dal re Federico II di Borbone, dopo aver condotto una vita piena di sperperi, gli rimane solo lo stemma. Nonostante l'amore tra i due giovani le famiglie si oppongono.
 
Agata, dopo la morte del padre, è costretta a lasciare Messina, mandata in convento a S. Giorgio Stilita, a Napoli, dove viene costretta ad abbracciare la vita monastica. Una ragazzina con la testa piena di sogni ed aspettative. Pian piano si adatta alla vita del convento, che è scandita dalla preghiera, dal lavoro, tanto che impara a fare i dolci ed il pane. Ma la sua vita è a metà, da una parte deve subire una scelta fatta dalla madre dall'altra parte è tesa alla vita, come un bocciolo che è pronto a dischiudere i propri petali.
 
La vita monastica è fatta anche di intrighi, politica, in cui viene coinvolta Agata. Decide di lasciare il convento, ma poi cede per amore della zia badessa, Maria Crocifissa, e prende i voti perpetui. In dieci anni, Agata era cambiata, era consapevole di sè, aveva letto moltissimo, aveva appreso l'arte delle erbe medicinali .Riceve in questi anni, regolarmente, libri, infarciti da idee all'avanguardia, da James Garson, il capitano della nave inglese che l’ha condotta a Napoli. Uomo di spirito libero e idee rivoluzionarie. Quello che ne risulta è una donna che vive la pace del monastero con abbandono, ma che allo stesso tempo sogna di essere libera, sola ed emancipata.