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Isola Telematica di Benedetto Motisi il blog sull'ICT e il Web siciliano
Il Partito di Internet e Internet che non parte
L'Italia, e il Sud in particolare, avrebbe un gran bisogno di rimodernare le infrastrutture telematiche per dare slancio all'economia, alle imprese, e farne nascere di nuove nel post-crisi (apocalittico?). Credo che metta tutti d'accordo la previsione che i nuovi posti di lavoro si creano soprattutto nell'alveo dei servizi.
Nonostante l'importante apporto che potrebbe dare il Web, e nonostante le sue potenzialità di creare ipertestualità non tanto astratta quanto concretamente lavorativa, continua il valzer dei 500 milioni "bloccati" che servirebbero per rinnovare queste benedette infrastrutture. Il ministro Scajola si è fatto carico di uscire dall'impasse e, Isola Telematica compresa, chiunque tenga a cuore la questione telematica, il Digital Divide e le opportunità nuove per i giovani e le imprese del Sud, incrocia le dita nella speranza che la mission del ministro vada a buon fine.
Alle ultime elezioni europee, a sorpresa spuntò il Pirat Partiet (Partito Pirata) svedese con un rappresentante eletto, che aveva come programma unicamente temi quali il superamento del diritto d'autore, la libertà della Rete e il diritto alla stessa. Ed è notizia di oggi la nascita di un Partito di Internet in Spagna che, sebbene difficilmente emulerà gli svedesi, ha la particolarità di essere nato grazie all'apporto dei social network e del modello "senza centri nevralgici" che la democrazia partecipata 2.0 comporta.
E qui Internet stenta a partire come dovrebbe, senza infrastrutture che sono il punto di partenza per iniziare a costruire una "impalcatura mentale" alle opportunità della Rete. Questa è una occasione che non può essere sprecata.
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