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Quotidiano di Sicilia

 
East Coast di Carmelo Lazzaro Danzuso
il blog sulla Sicilia Orientale


Tag Copenhagen

Dic
18
2009
Il vertice sul clima che sta per concludersi a Copenhagen ha scatenato un dibattito anche sulle politiche energetiche delle amministrazioni locali. Mentre i big cercano l'accordo e la scena si stringe intorno ai noti problemi non tanto ecologici ma di potere e di risorse tra i Paesi ricchi e quelli poveri del mondo, nel microcosmo delle città si concatenano esempi di buona o cattiva gestione in fatto di ambiente. I modelli di grandi e piccoli centri europei – e qualche caso anche italiano – stridono fortemente con la realtà dei comuni siciliani.

Risparmio energetico? Due parole ancora troppo grosse. Si tenta di installare qualche pannello fotovoltaico sui tetti delle scuole, per esempio a Catania, dove però, poi, le centraline per rilevare le polveri sottili nell'aria non funzionano, i dati non sono elaborati, non c'è alcuna politica di gestione dei mezzi pubblici e le auto inondano la città, giorno per giorno.
 
Che dire poi di Siracusa? Basta ricordare il Triangolo della morte, il polo industriale, per pensare a quegli odori nauseabondi che si respirano attraversando dieci chilometri di scorrimento veloce a fianco del petrolchimico. Idem a Messina, con la raffineria di Milazzo.
 
Ragusa sembra ancora distinguersi, ma si sa: è la provincia messa meglio, almeno da questo punto di vista.
 
Iniziative ecosostenibili da parte dei sindaci? Poco, niente. Si rincorrono le emergenze ma non si fa molto per incoraggiare scelte di risparmio energetico.
 
Usare meno l'auto, optare per fonti rinnovabili, ridurre i consumi negli enti pubblici e nelle abitazioni, mettere sotto controllo seriamente le industrie che inquinano. Ci sono migliaia di comportamenti da adottare facilmente. Basterebbe solo averne voglia. E naturalmente, crederci.