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Quotidiano di Sicilia

 
East Coast di Carmelo Lazzaro Danzuso
il blog sulla Sicilia Orientale


Tag Lungomare

Ago
24
2009
Abbiamo pubblicato il 13 agosto la terza puntata dedicata all’inquietante riqualificazione del lungomare di Catania, che prevede la realizzazione di un serpentone di negozi lungo oltre un chilometro. Il progetto, da 121 milioni di euro, non è malvagio "esteticamente", ma nasce dal pretesto di una strada di emergenza da 10 milioni di euro, quindi in fondo sa di speculazione spregiudicata. Su questo, Antonio Condorelli, nella sua inchiesta, ci fornisce tanti altri curiosi dettagli.

Il lungomare in questione è vicino alla sede del giornale. Ci passo spesso. Mi fermo a volte sugli scogli opposti al viale Ruggero di Lauria, dai quali è possibile ammirare l’intera skyline, questo waterfront che si staglia sotto l’Etna. È un panorama che incanta. C’è la piccola baia di San Giovanni Li Cuti, con quelle case basse, un po’ di verde, le rocce scure, la piazzetta, le barche dei pescatori dentro al piccolo molo. E poi, immediatamente alle spalle, quei giganti di cemento, palazzi da dieci piani e oltre che sembrano voler schiacciare la memoria di questi luoghi in nome di un'urbanizzazione selvaggia e invadente.

Ogni volta che vedo questa scena, mi chiedo: "Ma come hanno potuto?". Non si sono mai resi conto che stavano ammazzando un paesaggio devastandone ogni armonia? Mica ci vuole un architetto o un ambientalista per accorgersene. Ma evidentemente gli interessi erano altri: erano quelli degli ingegneri progettisti, dei costruttori palazzinari, dei politici furbi e speculatori.

Sappiamo che queste scene si sono ripetute e si ripeteranno in altre zone della città. Gli interessi in gioco sono altissimi. Peccato che tra questi non sembra esserci quello di migliorare la città per renderla sempre più bella e vivibile. Conciliare i legittimi e proporzionati interessi privati degli imprenditori con il bene pubblico è davvero così difficile?
Lug
21
2009
Siamo tornati ancora, con una seconda inchiesta di Antonio Condorelli, sull’interessante progetto che farà colare copioso il cemento (selvaggio) sul waterfront di Catania.
 
All’inizio il Comune voleva costruire solo un’ampia strada, collegando piazza Europa con via del Rotolo. Un’arteria di sicurezza, parallela al lungomare, che avrebbe salvato la città – questa la motivazione dell’Ufficio speciale per l’emergenza traffico e la sicurezza sismica – dal rischio di uno Tsunami. Già questa motivazione è apparsa perlomeno curiosa.
 
Ma ancor più curioso è il fatto che, da un progettino di 10 milioni di euro per salvarci dal maremoto, si è passato a un’opera colossale da 121 milioni di euro, che comprende, udite udite, un immenso serpentone di negozi. Un centro commerciale lungo 1,2 chilometri che si affaccia sul mare e che scorre in parallelo alla nuova strada.
 
Possibile grazie a una variante al Piano regolatore che scavalca il Consiglio comunale, trattandosi di “Poteri speciali” concessi all’epoca da Berlusconi all’ex sindaco Scapagnini. Una  gara affidata dal responsabile unico del procedimento, Tuccio D’Urso, quando i termini dell’Ufficio speciale erano già scaduti. Tanto da scatenare l’ira del Capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, che ha subito scritto: “Revocate la gara in autotutela”.
 
Troppe forzature, si dirà. È vero. Capita, quando qualcuno deve specularci a tutti i costi.