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East Coast di Carmelo Lazzaro Danzuso
il blog sulla Sicilia Orientale


Tag Messina

Gen
21
2011
Il primo ottobre del 2009 un violento nubifragio provocò un evento franoso in grado di devastare la zona sud della città di Messina e il comune di Scaletta Zanclea. Da allora la Magistratura sta indagando per accertare eventuali responsabilità degli enti pubblici locali per non aver previsto adeguate vie di fuga o predisposto in tempo i piani di Protezione civile. Per capire, insomma, se quella tragedia poteva essere evitata.

Una prima relazione preparata da un gruppo di esperti provenienti da tutta Italia è stata consegnata nelle scorse settimane ai magistrati e adesso si attendono i risultati dell’indagine. Per il momento due avvisi di garanzia sono notificati al sindaco di Scaletta Zanclea, Mario Briguglio, e al dirigente dell'Ufficio tecnico del Comune, Salvatore Calabrò, che secondo la Procura avrebbero nascosto per mesi alla magistratura il Piano di Protezione civile, consegnandolo in ritardo e in maniera incompleta.

L’iter giudiziario, insomma, va avanti. Seppur con tempi lunghi. La speranza è che non si debba attendere otto anni - come accaduto per l'alluvione del 1998, che causò la morte di quattro persone nella zona nord della città – per iniziare a fare definitivamente luce sull’accaduto.
Feb
18
2010
MESSINA. Grandinava, alle 15, davanti al Palazzo della Cultura, nuovo di zecca, intitolato dal Comune ad Antonello da Messina. Il freddo non ha placato l’ira di diverse decine di manifestanti "no-Ponte" che hanno assistito all’arrivo del ministro Matteoli, insultandolo, mentre la Polizia con difficoltà li teneva distanti. Le autorità c’erano tutte e la celebrazione del Ponte sullo Stretto è iniziata subito dopo. Ufficialmente era la presentazione del progetto e dei lavori, ma al di là dell’incontro tecnico il momento era atteso come un messaggio forte e deciso più del solito: il Ponte si farà, non ci sono ostacoli.
 
Il sindaco Buzzanca, il presidente della Provincia Ricevuto. Il governatore Lombardo. I politici sfilavano entusiasti e disegnavano un futuro roseo. Poi è stata la volta dei top manager. In particolare di Pietro Ciucci, ad della Stretto di Messina Spa e di Mauro Moretti, ad delle Ferrovie dello Stato. Hanno confermato lo stato di avanzamento dei progetti del Ponte e dell’Alta velocità in Sicilia. Poi, nel dettaglio, sono stati presentati i progetti veri e propri, che prevedono, oltre alla colossale opera che collegherà le due sponde di Sicilia e Calabria, una serie di altre infrastrutture come 40 chilometri di raccordi stradali e ferroviari o la nuova stazione dei treni che libererà il mare di Messina dall’ingombro dei binari restituendo alla città il suo waterfront.
 
Diversi i momenti in cui dalla sala si sono levate, con irruenza, le voci del "no". Puntuali le repliche delle istituzioni: "Abbiamo avuto 40 anni per parlarne e confrontarci, valutare i pro e i contro dell’opera, adesso questo Governo ha deciso, il Ponte si fa", le parole del ministro Matteoli.
 
In effetti, a chi abbia transitato da quelle parti sono noti i disagi e i tempi lunghissimi del traghettamento, sia in treno che in auto. Nota è anche la povertà di infrastrutture dell’Isola. Il Ponte, cattedrale nel deserto? A giudicare dalle intenzioni, non sembra. Il Ponte è l'opera madre delle altre opere. Si farà, per poi crescere al contempo anche il resto della “famiglia”. Un’infrastruttura per lo sviluppo.
 
Motivi per opporsi ce ne sarebbero tanti, ma in fondo, perché non provare invece a vedere quel che succede?  
Set
16
2009
Sarà l'aria delle ferie (ormai un ricordo, sob!), ma stavolta voglio sconfinare. E non solo per l'argomento.
 
Sconfino proprio: me ne voglio andare in Continente. In un'ora arrivo a Messina, che è provincia di mia competenza quindi tutto sommato non accusatemi di essere andato troppo fuori tema in questo post. Un'ora di autostrada, qualche rattoppo dell’asfalto e un bel po' di rami secchi che dallo spartitraffico ti piombano quasi sul parabrezza. Ma non ho ancora visto nulla di grave. Il bello inizia proprio da Messina.
 
Dieci minuti per attraversare tutto viale Boccetta. Un'ora e un quarto prima per affrontare due semafori e raggiungere le corsie di imbarco della Caronte. Trenta minuti per intravedere la biglietteria. Venti minuti per fare il biglietto. Venti minuti per imbarcarsi. Anzi, per intraghettarsi. E poi i classici 25 minuti per attraversare lo Stretto.
 
Il totale lo fate voi? Dai ve lo dico io: tre ore per tre chilometri che separano la Sicilia dall' Italia. E che adesso siamo giunti in Italia, è chiarissimo: due bei cartelloni lo ribadiscono, a Villa San Giovanni, nel caso qualcuno nel frattempo abbia perso l'orientamento e creda di essere nell'Africa del Sud.
 
Impossibile non pensare al Ponte. E a quanti osano ancora sostenere che non serva a nulla.