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Quotidiano di Sicilia

 
East Coast di Carmelo Lazzaro Danzuso
il blog sulla Sicilia Orientale


Tag Ragusa

Mag
14
2010
Registriamo un'altra iniziativa da parte della Provincia regionale di Ragusa che ha riunito i Comuni iblei per istituire un nuovo distretto turistico, o perlomeno per avviare il percorso che un giorno porterà all'istituzione. L'iniziativa è parallela rispetto all'altro distretto turistico, denominato "Sud Est" che si trova già in una fase più avanzata.
 
Infatti, Ragusa, Modica e Scicli hanno preferito mantenere l'adesione al secondo distretto e non al primo. Ora, premesso che ciascun distretto rappresenta un'istituzione autonoma capace di convogliare forse e soprattutto risorse, appare chiaro che più iniziative ci sono in campo, più denaro pubblico può essere convogliato.
 
Dall'altro canto, sembra altrettanto evidente che più iniziative ci sono in campo, più si rischia di disperdere le risorse, ovvero l'esatto contrario del famoso detto l’unione fa la forza. Approfondiremo la questione con i vertici istituzionali nel corso della prossima settimana, per capire quali sono le peculiarità di ciascun distretto, sia esso già in fase di realizzazione o solo un'idea, per capire quali contrapposizioni stanno nascendo sul territorio e non sia il caso, invece, di convergere tutti verso un'unica iniziativa che possa essere veramente forte e significativa nel territorio.
 
A.G.
Apr
22
2010
 La Sicilia si conferma terra di conquista. Mentre abbiamo ben chiaro cosa significhi aver impiantato chilometri e chilometri di raffinerie lungo le coste da Augusta a Siracusa, e mentre cominciano ad affiorare i primi rifiuti tossici nel catanese, interrati chissà quando e chissà da chi, nuovi conquistadores avanzano alla ricerca di altre terre da bucare.
 
Sotto la minaccia delle trivelle, stavolta, ci sono Donnalucata, Scicli, Sampieri, Cava d'Aliga, Plaia Grande, nei quattro comuni di Ragusa, Scicli, Santa Croce Camerina e Vittoria. Dopo Noto, è ora la volta di quest'altra bellissima porzione di una Sicilia ancora non del tutto contaminata dalla devastante presenza dell'uomo.
 
Si va in cerca di gas e petrolio. Il territorio interessato è di 9600 ettari, la società che intende eseguire le perforazioni è italiana (Irminio Srl) ma controllata dai texani (Mediterranea Resources). Il ministero dello Sviluppo economico ha dato il permesso, la Regione prende tempo, la Sovrintendenza si oppone, i sindaci sono agguerriti e ci auguriamo che anche i cittadini si inferociscano.
 
Abbiamo sentito il sindaco di Scicli, Giovanni Venticinque, preoccupato per l'ipotesi di vedere aggredito il territorio del suo comune e ci auguriamo che anche gli altri tre sindaci coinvolti esprimano a gran voce il loro no e si oppongano in tutti i modi.
 
Il mare, il verde, le ricchezze di questi paesaggi meravigliosi, una sorta di oasi nel Sud Est della nostra Sicilia, hanno tutte le carte in regola perché si continui la scommessa sul turismo restando ben lontani dall'accogliere qualsiasi tentativo esterno di speculazione.
 
A.L.
Dic
18
2009
Il vertice sul clima che sta per concludersi a Copenhagen ha scatenato un dibattito anche sulle politiche energetiche delle amministrazioni locali. Mentre i big cercano l'accordo e la scena si stringe intorno ai noti problemi non tanto ecologici ma di potere e di risorse tra i Paesi ricchi e quelli poveri del mondo, nel microcosmo delle città si concatenano esempi di buona o cattiva gestione in fatto di ambiente. I modelli di grandi e piccoli centri europei – e qualche caso anche italiano – stridono fortemente con la realtà dei comuni siciliani.

Risparmio energetico? Due parole ancora troppo grosse. Si tenta di installare qualche pannello fotovoltaico sui tetti delle scuole, per esempio a Catania, dove però, poi, le centraline per rilevare le polveri sottili nell'aria non funzionano, i dati non sono elaborati, non c'è alcuna politica di gestione dei mezzi pubblici e le auto inondano la città, giorno per giorno.
 
Che dire poi di Siracusa? Basta ricordare il Triangolo della morte, il polo industriale, per pensare a quegli odori nauseabondi che si respirano attraversando dieci chilometri di scorrimento veloce a fianco del petrolchimico. Idem a Messina, con la raffineria di Milazzo.
 
Ragusa sembra ancora distinguersi, ma si sa: è la provincia messa meglio, almeno da questo punto di vista.
 
Iniziative ecosostenibili da parte dei sindaci? Poco, niente. Si rincorrono le emergenze ma non si fa molto per incoraggiare scelte di risparmio energetico.
 
Usare meno l'auto, optare per fonti rinnovabili, ridurre i consumi negli enti pubblici e nelle abitazioni, mettere sotto controllo seriamente le industrie che inquinano. Ci sono migliaia di comportamenti da adottare facilmente. Basterebbe solo averne voglia. E naturalmente, crederci.