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Quotidiano di Sicilia

 
East Coast di Carmelo Lazzaro Danzuso
il blog sulla Sicilia Orientale


Tag Riciclaggio

Lug
29
2009
Ogni tanto ci prendiamo qualche soddisfazione. Per esempio, lasciandoci alle spalle i disservizi della pubblica amministrazione e dando risalto ai bravi sindaci che riescono a raggiungere dei risultati positivi nell’ambito dei servizi per il cittadino.
 
È il caso di Caltagirone, che si piazza al secondo posto in Sicilia quanto alla raccolta complessiva di carta e cartone da destinare al riciclaggio. Avviene in un contesto fatto di ritardi, sprechi vistosi e sistematiche emergenze che si registrano quotidianamente nel resto dell’Isola.
 
A quanto pare, in mezzo a tutto questo, qualcuno che riesce a limitare la quantità di rifiuti indifferenziati da conferire in discarica, risparmiando sugli imponenti costi, c’è.
 
Evidentemente, anche se la raccolta differenziata è già superata da tecnologie che ancora ci sogniamo di introdurre nelle nostre città, c’è chi è riuscito ad applicare la legge e gli strumenti attuali, traendo anche qualche buon risultato. Non ci interessa elogiare il sindaco o  l’assessore all’Ambiente, o il presidente dell’Ato di competenza. Riteniamo che abbiano fatto solamente il proprio dovere.
 
Del resto, nemmeno loro vogliono essere ringraziati. Il primo cittadino di Caltagirone non dorme sugli allori e dichiara: “Puntiamo al prossimo obiettivo: differenziata al 50 per cento, entro quest’anno”.
 
Ce ne fossero altri, così.
Giu
13
2009
All’Ato 4 di Catania, dopo anni di silenzio, hanno rotto il salvadanaio e in questi giorni ci stanno inondando, con ogni mezzo, di spot per promuovere la differenziata. Qualche tempo fa hanno collocato contenitori interrati e nuove campane per raccogliere vetro, carta, plastica e altri materiali da destinare al riciclaggio.

Nonostante questa azione in corso, i cittadini non sembrano cogliere il messaggio e continuano ad ammonticchiare ovunque i tradizionali sacchetti della spazzatura, tutt’altro che differenziata. Ne abbiamo parlato proprio martedì sulle pagine del giornale, confrontando il sistema catanese con quello di altre città del Nord Italia ed europee. Il risultato è, ovviamente (purtroppo), sconcertante.

Qui c’è poco senso civico, ma del resto le istituzioni preposte (Comuni o Ato, poco cambia) non sembrano voler centrare il bersaglio, preferendo alimentare consigli di amministrazione (posti di sottogoverno) e dando ghiotti incarichi a società di comunicazione. Per raccogliere ben poco.

Inoltre non è ancora chiarita la gestione dei tributi relativi al servizio (di fatto la Tarsu la riscuote il Comune) che dovrebbe diventare Tia (tariffa di igiene ambientale, di competenza dell’Ato, secondo la legge).

Insomma, si sente un po’ puzza di bruciato. La storia recente ci fa pensare allo scandalo nella gestione dell’Ato 3. Anche lì hanno iniziato con grandi campagne di comunicazione. Per poi andare dritti dritti verso il fallimento. Ormai conclamato.