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Quotidiano di Sicilia

 
East Coast di Carmelo Lazzaro Danzuso
il blog sulla Sicilia Orientale


Tag Servizi

Nov
17
2009
Negli uffici postali ci sono dei tempi standardizzati per le code dei clienti. Ovvero, a prescindere dall'operazione che si intenda fare o dalla quantità di persone che attendono in sala, ciascuno di noi è tenuto a stazionare nell'ufficio, nella migliore delle ipotesi, per almeno 20 minuti. Lo sto verificando spesso negli ultimi tempi, ma non credo che la mia sia un'esperienza solitaria.

Ho verificato, per esempio, che l'elettronica elimina-code consente a otto persone di avere la precedenza rispetto a un titolare postamat che dovrebbe avere invece la corsia preferenziale, secondo quel che promette Poste.

Ho verificato che nel rilasciare un libretto di assegni, l'impiegato deve timbrarli tutti e dieci, a uno a uno, operazione che ormai in qualsiasi banca è semplificata perché ogni assegno ha un codice univoco che informaticamente viene collegato al conto corrente del titolare. Alle Poste, no.

Ho verificato che per versare contanti o assegni sul conto c'è da riempire dei moduli che poi l'addetto allo sportello avrà cura di trascrivere al computer stampando poi la ricevuta: altra carta evitabile e passaggi superflui.

Ho verificato che in qualsiasi occasione ci presentiamo allo sportello, c'è sempre qualcosa che ci propongono di provare e di acquistare: la carte di credito ricaricabile, la sim per il cellulare, il nuovo conto corrente, il catalogo con tanti prodotti naturalmente convenientissimi. Ovvero: ulteriori perdite di tempo.

Ho verificato, infine, che i computer delle Poste non ne vogliono sapere di procedere speditamente. L'impiegato infila il modulo cinque o sei volte finchè la stampante lo riconosce e… stampa. Sembra che l'informatica qui sia lentissima e sembra che ogni attività sia pensata perché i tempi si allunghino anziché accorciarsi. A volte sembra, poi, che gli stessi impiegati per la prima volta stiano seduti davanti a un pc: lo guardano come un oggetto misterioso e ostile.

Nei servizi online Poste funziona alla grande, ma in tante procedure e nella formazione informatica dei dipendenti non si va per niente bene.
 
Forse Brunetta dovrebbe mettere le mani anche qui, dove la privatizzazione è solo apparente (il ministero delle Comunicazioni è il socio unico di Poste) e le procedure restano ancora lontane dall'efficienza che tutti noi vorremmo.
Giu
29
2009
In un recente pezzo a firma di Melania Tanteri pubblicato sulla pagina di Catania, abbiamo riaperto la questione dei beni culturali che non sono fruibili e, più in generale, dell’accoglienza turistica (ma non solo) che lascia a desiderare in tante nostre città.

In particolare ci siamo occupati del Castello Ursino: un monumento dal valore inestimabile, un gioiellino tutto catanese che, se si fosse trovato in una qualsiasi cittadina nord-europea o statunitense, sarebbe stato valorizzato con tutte le forze e le idee possibili, diventando un simbolo.

A Catania, invece, è circondato dalla sporcizia di una piazza per niente curata, dove il parcheggio selvaggio è la regola e l’illegalità generalizzata una consuetudine. Ovviamente non c’è segnaletica adeguata per raggiungere il sito, i locali museali interni non sono organizzati al meglio e ciò scoraggia o delude evidentemente qualsiasi turista.

Il Castello Ursino è la punta di un iceberg: in tutta la città, come in tutta la Sicilia, i beni abbandonati, distrutti, dimenticati, trascurati, quasi come fossero un pesante fardello, sono tantissimi.

I servizi per i visitatori – così come per i cittadini – sono scadenti. In due parole: "passa la voglia". La voglia di rimanere qui, si intende. Mentre cresce quella di fuggire. Dove sanno accoglierci meglio, anche con poco. E gli esempi non mancano di certo.
Giu
10
2009
Il fax sputa lento altri comunicati mentre il telefono squilla in continuazione: vorrei dire “senza tregua”, se non fosse che il capo è appena entrato in redazione.

Il doppio senso ci stava tutto.

Le pagine del Quotidiano di Sicilia sono quasi ultimate, incastriamo qualche minuto per presentarci a chi ci leggerà anche sul Web, grazie a questo blog dedicato alle province della Sicilia orientale. L'iniziativa è una piccola avventura e come tale c'è sempre qualche brivido che corre lungo la schiena: rimarremo impigliati nella Rete? E quante sorprese arriveranno? Staremo a vedere.

Intanto, prepariamoci a gironzolare, ogni volta che gli spunti ce lo consentiranno, tra le città di questa parte dell’Isola, per evidenziare le curiosità e i problemi di ogni giorno. Che non mancano mai, visto che dalle nostre parti sembra complicatissimo persino rendere i servizi essenziali al cittadino. Stiamo leggendo proprio in questi giorni i risultati definitivi di un tormentato appuntamento elettorale.

Ci chiediamo con questi volti (nuovi?!) e con queste percentuali, cosa cambierà sulla scena. Per esempio, tra un anno. Il dibattito, se volete, è aperto.