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East Coast di Carmelo Lazzaro Danzuso
il blog sulla Sicilia Orientale


Tag Spazzatura

Lug
16
2009
L’ex tribunale di Siracusa è invaso dai sacchetti di spazzatura: non ci sarebbe niente di insolito (purtroppo) se non che la struttura non ospita più gli uffici giudiziari e non è nemmeno di proprietà pubblica.

Quindi, a differenza di altre opere pubbliche in abbandono, per le quali cerchiamo di ricondurre la responsabilità della pulizia agli enti locali, in questo caso, trattandosi di edificio privato, non possiamo puntare il dito contro la pubblica amministrazione e forse non possiamo nemmeno pretendere che il proprietario provveda come se si trattasse di spazi pubblici, per quanto degradati.

Certo, l’amministratore dell’immobile lo abbiamo sentito ugualmente. Parole sconsolate, ha spiegato che l’ultima volta ha rimosso un intero camion di rifiuti. Erano quelli dei residenti nei condomini vicini, abituati a lanciare i loro sacchetti di “monnezza” nell’area abbandonata, trasformandola in una discarica.

La vicenda fa riflettere. Può esserci un’amministrazione pubblica efficiente (avviene in tante belle regioni d’Italia e talvolta anche da noi), ma non può mai bastare, se prima di tutto il cittadino non ha educazione, rispetto, senso civico. Non ci vorrebbe molto, in fondo. Se non piccoli impegni, nelle cose di ogni giorno.
Giu
13
2009
All’Ato 4 di Catania, dopo anni di silenzio, hanno rotto il salvadanaio e in questi giorni ci stanno inondando, con ogni mezzo, di spot per promuovere la differenziata. Qualche tempo fa hanno collocato contenitori interrati e nuove campane per raccogliere vetro, carta, plastica e altri materiali da destinare al riciclaggio.

Nonostante questa azione in corso, i cittadini non sembrano cogliere il messaggio e continuano ad ammonticchiare ovunque i tradizionali sacchetti della spazzatura, tutt’altro che differenziata. Ne abbiamo parlato proprio martedì sulle pagine del giornale, confrontando il sistema catanese con quello di altre città del Nord Italia ed europee. Il risultato è, ovviamente (purtroppo), sconcertante.

Qui c’è poco senso civico, ma del resto le istituzioni preposte (Comuni o Ato, poco cambia) non sembrano voler centrare il bersaglio, preferendo alimentare consigli di amministrazione (posti di sottogoverno) e dando ghiotti incarichi a società di comunicazione. Per raccogliere ben poco.

Inoltre non è ancora chiarita la gestione dei tributi relativi al servizio (di fatto la Tarsu la riscuote il Comune) che dovrebbe diventare Tia (tariffa di igiene ambientale, di competenza dell’Ato, secondo la legge).

Insomma, si sente un po’ puzza di bruciato. La storia recente ci fa pensare allo scandalo nella gestione dell’Ato 3. Anche lì hanno iniziato con grandi campagne di comunicazione. Per poi andare dritti dritti verso il fallimento. Ormai conclamato.