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No Profit Blog di Patrizia Penna
il blog sul no profit


Tag No Profit

Gen
12
2011
L'altro giorno sono rimasta sgomenta nell'apprendere dai telegiornali che nel 2011 un neonato era morto di stenti e freddo perchè i genitoiri vivevano per strada insieme ad altri due bambini. Mi sono chiesta: "ma dove sono i servizi territoriali, i centri d'aiuto?" Tanto si parla di solidarietà e no profit, ma la realtà è molto più dura di quella che è. Dal rapporto della Caritas "La povertà si conferma un fenomeno che riguarda soprattutto il Mezzogiorno, le famiglie numerose, quelle con 3 o più figli (soprattutto se minori), quelle monogenitoriali e coloro che hanno bassi livelli di istruzione. Inoltre, sempre più famiglie, in cui uno o più membri lavorano, sono povere”.  Risentire maggiormente di questa situazione sono le famiglie; e per tre ordini di motivi:
  • E' la prima vittima della povertà;
  • l’ulteriore precarietà del lavoro impedisce alle nuove generazioni la creazione di nuovi nuclei familiari;
  • le istituzioni e la politica non la valorizzano adeguatamente e non si impegnano a sufficienza a rimuovere gli ostacoli che la mortificano.

Si legge nel rapporto: “Diversamente da altri paesi, in Italia più alto è il numero di figli, maggiore è il rischio di povertà: se in famiglia c’è un solo figlio minore l’incidenza della povertà relativa sale dal 10,8%, che è il dato medio, al 12,1%, mentre se ci sono tre o più figli l’incidenza è del 26,1%.”.“La grande maggioranza degli utenti Caritas appare costituita da stranieri (68,9%), mentre gli italiani sono il 30,7%. Nelle regioni del Centro-Nord prevalgono gli stranieri, mentre nel Mezzogiorno prevalgono nettamente gli italiani. Le richieste maggiormente formulate – da poco meno della metà degli utenti, sia italiani che stranieri – si riferiscono a beni e servizi materiali. Vengono richiesti soprattutto viveri e vestiario. Altre richieste espresse molto frequentemente si riferiscono al lavoro, soprattutto da parte degli stranieri (30,1% di tali utenti) rispetto agli italiani (17,5%). I sussidi economici sono stati richiesti in misura molto superiore da utenti italiani (22,6%) piuttosto che da stranieri (8,4%). Identica proporzione di italiani e di stranieri ha richiesto un alloggio (8,8%)”Dai dati provenienti dagli oltre 150 osservatori diocesiani è emerso che nel corso del 2009-2010 c’è un aumento medio del 25% del numero di persone che si rivolgono alla Caritas per chiedere aiuto. Tale aumento interessa in egual misura tutte le regioni d’Italia; cresce del 40% la presenza di italiani, anche se una gran parte di povertà italiana continua a rimanere sommersa e, del 30% i nuovi utenti.

Sono sgomenta perchè c'è chi muore di fame e chi continua a sprecare denaro pubblico a danno dei cittadini.

Feb
16
2010
Questo blog è e sarà un'occasione per dare voce a chi non ne ha. Almeno, ci tenteremo. Uno spazio dedicato al volontariato siciliano e non solo. Il Quotidiano di Sicilia dedica a questo settore, che è  in continua espansione, un'intera pagina, ogni giorno.
 
Tenterò di richiamare la vostra attenzione su quelle che sono le iniziative di solidarietà che ci sono sul territorio siciliano, ma anche  i disservizi, che purtroppo sono tanti. Insomma, un vero e proprio spaccato della vita del no profit, dei club service siciliani, che si adoprano tanto per mettere il loro operato al servizio di chi è più bisognoso.
 
Allora, buon inizio d'avventura con i miei lettori internauti.
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