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Quotidiano di Sicilia

 
New design di Francesca Fisichella


Tag Lb7

Feb
15
2011
Alternando la riflessione con l’abc del design vorrei ora parlare di una questione dentro la quale mi sono ritrovata durante il fine settimana.

Visitando un noto spazio espositivo a Catania - metri e metri quadrati di arredamento contemporaneo, un vero paradiso del design per gli appassionati, mi imbatto nella celebre libreria LB7 di Franco Albini disegnata nel 1957. Oggi è prodotta da un noto marchio nell’ambito dell’arredamento e costa !!!!! euro. I punti esclamativi lasciano ben poco spazio alla fantasia.
 
Si tratta, però, di una icona del design: ha attraversato mezzo secolo con le sue linee e la sua funzionalità, imperturbabile alle mode, agli schiamazzi e ai capricci del tempo.Il che spiega, perfettamente, perché Albini nel dopoguerra fosse uno dei progettisti più contesi dagli addetti ai lavori. Ne vien fuori, però, una diatriba con la mia amica di fronte alla LB7: è giusto o meno che una libreria “costi quel che costa” sol perché ha un nome, un cognome e una data di nascita (e aggiungerei è regolabile in altezza, sia nei montanti, che nelle mensole e mobiletti)?

Dite la vostra, alla mia amica. Io sono di parte: ho solo mobili su disegno, adoro il legno, il colore, il calore e le sfumature che la natura gli regala. Adoro sceglierlo e toccarlo. E non parliamo del profumo. Ma soprattutto adoro l’anima delle cose, qualunque sia la loro essenza (il materiale). Adoro l’idea (il design), che nasce, cresce e prende vita. Del resto lo ha anche detto la ventiduenne Delfina Delettrez, figlia di Silvia Venturini Fendi e del gioielliere francese Bernard Delettrez, e già nota da un pò di tempo come designer di gioielli: il vero lusso è avere una cosa unica e fatta a mano. Sarà un atteggiamento snob? Ditelo alla mia amica.