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West Coast di Agostino Laudani
il blog sulla Sicilia Occidentale


Tag Aeroporto Agrigento

Mag
14
2010
Il percorso per la realizzazione dell'aeroporto di Agrigento continua a essere costellato di imprevisti di ogni genere: prima i vari rimpalli tra Enac e ministero (culminati con la protesta del presidente della Provincia, Eugenio D'Orsi, che per "fare rumore" ha trasferito i propri uffici in una tenda di fronte alla sede dell'Ente), poi il tanto atteso via libera alla struttura - grazie soprattutto al sostegno della Regione - e adesso un nuovo intoppo.
 
Ad alzare la voce sono stati gli operatori del comparto agricolo di Piano romano, la zona in cui dovrebbe essere realizzato lo scalo, che si oppongono all'espropriazione dei terreni (definiti fra i più fertili dell’agrigentino) per difendere le proprie attività e le proprie entrate economiche.
 
Una protesta a tratti vibrante che non è andata giù al presidente D'Orsi, il quale ha categoricamente escluso la possibilità di trasferire il sito designato per realizzare la struttura.
 
Nei prossimi giorni, è previsto un nuovo incontro per cercare di trovare un qualche punto di contatto fra le parti.
 
La speranza, come sempre, è che prevalga il buon senso e la volontà di fare il benessere generale della comunità.
 
C.L.D.
Ott
01
2009
L'essere dubbiosi, visto quanto è accaduto nel corso degli anni, è quanto mai comprensibile. Ma dopo la sinergia trovata tra Enac, Governo nazionale (rappresentato dal ministro Angelino Alfano), Regione Sicilia e Provincia regionale, pare proprio che l'aeroporto tanto atteso dagli agrigentini potrà finalmente vedere la luce.

Sarà una struttura "di terzo livello", da costruire in territorio licatese, la cui operatività si potrà coordinare con la rete nazionale e verrà delineata con un apposito Piano.

Dopo lo scioglimento dell'Aavt - società partecipata dalla Provincia proprio con lo scopo di favorire il progetto aeroporto, ma che nel corso degli anni ha foraggiato con milioni e milioni di euro presidenti e componenti dei vari consigli di amministrazione senza ottenere alcun risultato – l'obiettivo di dare una scossa determinante al turismo con un'opera così importante - anche grazie ai 50 milioni di euro garantiti dalla Regione e il supporto di investitori privati - sembra quanto mai reale.

A patto che si batta il più grande nemico della nostra terra: la burocrazia. Quel "mostro" che ha già divorato – e cancellato – tante opere pubbliche di cui il nostro territorio ha uno sconfinato bisogno.