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West Coast di Agostino Laudani
il blog sulla Sicilia Occidentale


Tag Amia

Dic
29
2009
Dodici mesi da incubo anche per il sindaco Diego Cammarata, scanditi dal riproporsi, con cadenza costante, dell'emergenza rifiuti; dalle mille manovre, non sempre riuscite, per tappare le voragini nei conti delle aziende municipalizzate (Amia e Gesip fra tutte); dai continui, e inascoltati, richiami della Corte dei conti; e dallo strappo, che sembra ormai del tutto insanabile, con gli ex alleati di Mpa e PdL Sicilia.

Elementi che, da soli, sarebbero già più che sufficienti per mettere in crisi qualsiasi sindaco, ma che combinati con l'ormai noto caso-skipper (il dipendente Gesip che sarebbe stato usato, durante l'orario di lavoro, come tuttofare nella barca di Cammarata), hanno colpito pesantemente l'immagine del primo cittadino di Palermo.

Si chiude un anno terribile, se ne apre uno nuovo sulla scia della ricapitalizzazione dell'Amia: il sindaco continua a dirsi ottimista. I palermitani, possono dire lo stesso?
Ago
12
2009
Nei giorni scorsi, sulle pagine del QdS, abbiamo parlato dei “regali” fatti dallo Stato all’amministrazione comunale di Palermo, guidata dal sindaco Diego Cammarata.
 
“Doni” che innanzitutto sono serviti per tentare di salvare l’Azienda municipalizzata per l’igiene ambientale (Amia) dal definitivo tracollo: 230 milioni di euro (80 più 150) in pochi mesi per chi, con una gestione scriteriata, non è riuscito a garantire un servizio efficiente ai cittadini e ha compromesso l’immagine della città.
 
E pensare che il denaro concesso nei giorni scorsi, i 150 milioni del Cipe, avrebbero dovuto essere utilizzati per realizzare infrastrutture di cui la città ha un enorme bisogno e per completare quei tanti progetti rimasti incompiuti disseminati per le vie di Palermo.
 
Di certo, non per colmare il buco economico dell’azienda, che ormai sfiora i 130 milioni di euro. L’ultimo “regalo”, poi, riguarda il raddoppio dell’addizionale Irpef: il Consiglio l’aveva bocciato, ma il presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi, ha firmato un’ordinanza che autorizza la Giunta comunale palermitana a disporre un aumento dallo 0,4 % allo 0,8% entro il 30 settembre.
 
Alla fine, pagano ancora i cittadini.
Giu
10
2009
Alla fine la bomba è esplosa, sommergendo la città di spazzatura. La questione-rifiuti ha investito Palermo con una violenza senza precedenti, lasciando cicatrici ancora visibili sul volto della città. Eppure, prevedere che prima o poi la situazione sarebbe degenerata non era difficile.

Sarebbe stato sufficiente, per gli amministratori palermitani, volgere lo sguardo sull’Amia, l’azienda che gestisce la raccolta dei rifiuti, e sulle sue finanze disastrate che già un anno fa perdevano circa tre milioni di euro ogni mese. Il Comune ha provveduto di volta in volta, anche con l’aiuto dello Stato, a mettere una pezza. Ma il finale era scontato.

Resta la perplessità su dirigenti dell’azienda che, pur ricevendo le loro spettanze, non sono riusciti a trovare delle soluzioni valide per porre uno stop all’emorragia di denaro. Per non parlare poi dell’evasione relativa alla Tarsu e di mancati introiti che superano la spaventosa cifra di 200 milioni di euro.