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Quotidiano di Sicilia

 
West Coast di Agostino Laudani
il blog sulla Sicilia Occidentale


Tag Burocrazia

Nov
26
2009

L'ennesimo confronto e l'ennesima volta in cui il capoluogo siciliano ne è uscito con le ossa rotte.

 

Questo, in sintesi, quanto venuto fuori dal paragone fra il rendiconto consuntivo del Comune di Palermo e quello del Comune di Genova: due città simili per numero di abitanti ma divise da un abisso in termini di efficienza.

 

Per evidenziare con due semplici parametri quanto abbiamo appena detto, basti focalizzare l'attenzione su: spese per il personale (e numero di dipendenti) e investimenti.

 

Capitolo personale: il Comune di Palermo può contare sullo spaventoso numero di poco meno di 7000 dipendenti contro i 6500 di Genova. Il tutto si traduce in 50 milioni di euro di differenza inseriti nell'apposito capitolo di bilancio. Una cifra non indifferente che, anziché essere investita per lo sviluppo della città viene bruciato ogni anno solo per alimentare la macchina burocratica.

 

E qui si passa agli investimenti, in cui dato è desolante per il capoluogo siciliano, che spende circa 150 milioni di euro in meno rispetto alla città ligure. Mentre al Nord si pensa al futuro, in Sicilia basta tirare avanti. Senza un minimo di programmazione.

 

Insomma, Genova corre, Palermo si tiene in piedi a stento.

Ott
01
2009
L'essere dubbiosi, visto quanto è accaduto nel corso degli anni, è quanto mai comprensibile. Ma dopo la sinergia trovata tra Enac, Governo nazionale (rappresentato dal ministro Angelino Alfano), Regione Sicilia e Provincia regionale, pare proprio che l'aeroporto tanto atteso dagli agrigentini potrà finalmente vedere la luce.

Sarà una struttura "di terzo livello", da costruire in territorio licatese, la cui operatività si potrà coordinare con la rete nazionale e verrà delineata con un apposito Piano.

Dopo lo scioglimento dell'Aavt - società partecipata dalla Provincia proprio con lo scopo di favorire il progetto aeroporto, ma che nel corso degli anni ha foraggiato con milioni e milioni di euro presidenti e componenti dei vari consigli di amministrazione senza ottenere alcun risultato – l'obiettivo di dare una scossa determinante al turismo con un'opera così importante - anche grazie ai 50 milioni di euro garantiti dalla Regione e il supporto di investitori privati - sembra quanto mai reale.

A patto che si batta il più grande nemico della nostra terra: la burocrazia. Quel "mostro" che ha già divorato – e cancellato – tante opere pubbliche di cui il nostro territorio ha uno sconfinato bisogno.
Set
08
2009
Come abbiamo sottolineato nell'inchiesta a pagina intera pubblicata lo scorso 2 settembre, soltanto nella città termale sono presenti ben quattro strutture iniziate nel corso degli ultimi anni e mai ultimate.

Un teatro abbandonato, una piscina inutilizzata, una chiesa lasciata a metà e una casa di riposo in rovina. Scheletri di cemento figli delle lungaggini della burocrazia siciliana, dell’accavallarsi e dell’ingarbugliarsi di varie competenze, di un teatrino che, troppo spesso, non ha mai fine. Quello saccense, però, è soltanto un esempio su tutti. Ce ne sono a decine di situazioni come questa, nella Sicilia occidentale come nel resto dell’Isola.

Questo vuole essere proprio uno spazio in cui è possibile segnalarle, portando all’attenzione dell’opinione pubblica fatti che troppo spesso vengono confinati all’interno dei più piccoli centri dell’Isola.