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Quotidiano di Sicilia

 
West Coast di Agostino Laudani
il blog sulla Sicilia Occidentale


Tag Cammarata

Gen
21
2011

Il Quotidiano di Sicilia ha rivolto ai sindaci delle due maggiori città dell'Isola, Palermo e Catania, dieci domande su vari temi legati all’attività amministrativa. A distanza di parecchie settimane, nessuna risposta è pervenuta da parte dei primi cittadini, Diego Cammarata e Raffaele Stancanelli.

I giornalisti, a nome dei cittadini, hanno chiesto notizie sul piano aziendale e sulla pianta organica degli enti. Sulla viabilità, sul parco progetti di opere pubbliche cantierabili. Sul controllo del territorio da parte della Polizia municipale. Sull’informatizzazione della macchina comunale e sui servizi digitali disponibili per i cittadini. E su altri argomenti per i quali il giornale ha ritenuto di dover dare informazione ai lettori, anche  per capire lo stato di avanzamento dei lavori e il livello dell’amministrazione rispetto ad altri capoluoghi italiani che hanno fatto determinate scelte e introdotto certe iniziative per migliorare la qualità della vita dei cittadini.

Purtroppo, abbiamo dovuto constatare che i vertici politici delle istituzioni si sono trincerati dietro un gelido silenzio. Nel caso di Palermo, c’è stata un’apparente “disponibilità”, ma non c’è stato seguito. Nessun appuntamento con il sindaco, nessuna risposta elaborata dagli uffici del sindaco. “Manca l’ufficio stampa, non possiamo occuparcene”, ci è stato risposto.

Qualunque sia la spiegazione, la sostanza non cambia: i sindaci non comunicano con alcuni organi di informazione e quindi non comunicano con i cittadini. Che abbiano qualcosa da nascondere? Che non amino le domande tecniche, “vere”, quindi scomode? Che abbiano un concetto “singolare” della trasparenza? Noi ancora ce lo chiediamo.

Ott
22
2010

Il sindaco Cammarata ha tagliato i capelli e ha moltiplicato gli assessori. In giunta adesso ce ne sono 16, nonostante il buon senso e il desiderio di risparmiare avrebbero suggerito di adeguarsi già adesso (e non a partire dalle prossime elezioni) alla legge regionale 22/2008, secondo la quale il numero degli assessori, nei Comuni superiori a 10 mila abitanti, deve corrispondere al 20 per cento del numero dei consiglieri comunali. Dato che a Palermo ci sono 50 consiglieri, stringere a 10 assessori sarebbe stato un segno di rispetto per una città che vive in condizioni sempre più drammatiche, tra continui disservizi e una mancanza pressoché totale di programmazione.

In questo barcone che naviga a vista, ci auguriamo che i nuovi timonieri abbiano l’accortezza di guardare le stelle e comprendere quale possa essere la rotta, continuando a remare pur sapendo che davanti a loro il tragitto potrebbe rivelarsi piuttosto breve. Ci rendiamo conto infatti che non è per niente facile ragionare e amministrare con lungimiranza quando si sa che tra pochi mesi, in caso di elezioni anticipate, per Cammarata si prospetterebbe un posticino in Parlamento a Roma, mentre per Palermo i giochi sarebbero totalmente riaperti.  

Tuttavia, anche in un clima così incerto, i poteri della giunta possono essere esercitati: tra i grossi problemi che attanagliano la città, a tutti i livelli, e la possibilità di ridurre una serie di sprechi e di incrostazioni amministrative, c’è sempre parecchio da fare. Siamo con i piedi per terra, non ci attendiamo grandi risultati. Ma tante cose, piccole e significative, si possono fare. Stiamo a vedere.

Giu
11
2010
 Ok lo ammetto, sono un po' demoralizzato. Da cittadino, prima ancora che da giornalista. E considerando che questo spazio è anche un po' un diario personale (non per forza segreto!), voglio esprimere questo mio sentimento di ansia verso tutto quello che sono costretto a sentire, a leggere, a riportare negli articoli del nostro giornale. E non solo.
 
L'ansia deriva da una considerazione che a qualcuno sembrerà pessimistica. Ma io non mi sento pessimista. Casomai, semplicemente, realista.
 
La considerazione è che non sembra esserci un settore, neanche minuscolo, nell'immenso pentolone della pubblica amministrazione dove le cose vadano per il verso giusto. La corruzione è continua, sistematica, radicatissima. L'imbroglio e la faciloneria sono la regola. L'amico politico che ti fa il favore è sempre pronto a farti diventare un suo cliente.
 
E questo vale dal mio banale certificato urbanistico che da cittadino richiedo al Comune, fino al caso clamoroso dell'inquinamento della discarica di Bellolampo, per la quale il sindaco è accusato di una marea di reati e che volendo semplificare, se le ipotesi saranno accertate, sarà classificato come l'artefice politico (insieme agli altri artefici-burocrati) di un disastro ambientale di proporzioni paurose.
 
Insomma, io spero in un miracolo ma non so chi dovrebbe farlo e per giunta ho l'impressione che il sistema del malaffare sia talmente ben collaudato che parlare di legalità o di efficienza dei servizi pubblici, dalle nostre parti, sia solo come raccontare una favola mentre tutti sorridono e sognano.
 
Il pensiero sembra quello di un bimbo ingenuo. Perdonatemi, ma ogni tanto voglio sentirmi così. Se non lo faccio, rischio di abituarmi e di non distinguere più quello che è corretto da quello che non lo è.
 
A.L.
Mag
21
2010
I dirigenti del Comune da quattro anni vanno a farsi i weekend di formazione negli agriturismo o nei centri benessere, tutto spesato. La notizia è trapelata grazie a un'email circolata tra gli uffici, con la quale si annunciava l'iniziativa anche per quest'anno.
 
Una Spa sarebbe stata la location ideale, 18 mila euro il costo previsto. L'annuncio ha fatto il giro dei media e in breve molti hanno gridato allo scandalo. Ce ne siamo occupati pure noi sull'edizione di venerdi.
 
Lo stesso sindaco Cammarata, evidentemente messo alle strette, ha ribadito l'inopportunità dell'iniziativa, specificando che il corso di formazione è condivisibile nei contenuti, niente di male a farlo in un centro benessere, ma certamente chi vuole fare la sauna se la paghi, perché il Comune non ha soldi da sprecare.
 
Il primo cittadino ha bloccato la gara perché prima bisogna "rivederne i parametri", ha detto. Riteniamo che la stampa abbia ancora una volta fatto il proprio dovere, purtroppo ci rendiamo conto che questo è un piccolo tassello di fronte a tanti, troppi altri sprechi di proporzioni ben più grandi.
 
Quelle che sono veramente difficili da scovare, nel silenzio e nella complessità "blindata" della burocrazia, piena zeppa di favori e di privilegiati.
 
A.G.