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Quotidiano di Sicilia

 
West Coast di Agostino Laudani
il blog sulla Sicilia Occidentale


Tag Diego Cammarata

Dic
29
2009
Dodici mesi da incubo anche per il sindaco Diego Cammarata, scanditi dal riproporsi, con cadenza costante, dell'emergenza rifiuti; dalle mille manovre, non sempre riuscite, per tappare le voragini nei conti delle aziende municipalizzate (Amia e Gesip fra tutte); dai continui, e inascoltati, richiami della Corte dei conti; e dallo strappo, che sembra ormai del tutto insanabile, con gli ex alleati di Mpa e PdL Sicilia.

Elementi che, da soli, sarebbero già più che sufficienti per mettere in crisi qualsiasi sindaco, ma che combinati con l'ormai noto caso-skipper (il dipendente Gesip che sarebbe stato usato, durante l'orario di lavoro, come tuttofare nella barca di Cammarata), hanno colpito pesantemente l'immagine del primo cittadino di Palermo.

Si chiude un anno terribile, se ne apre uno nuovo sulla scia della ricapitalizzazione dell'Amia: il sindaco continua a dirsi ottimista. I palermitani, possono dire lo stesso?
Nov
10
2009
"Nessun pericolo di crac finanziario e un imminente slancio amministrativo". Questo il contenuto delle interviste al sindaco di Palermo, Diego Cammarata, che il Quotidiano di Sicilia ha pubblicato in questi giorni.

Un colloquio che si è basato soprattutto sulla condizione delle risorse economiche del Comune: "Se fossimo stati sull'orlo del dissesto – ha detto il primo cittadino - non avremmo potuto fare una manovra da 34 milioni di euro per sopperire alle mancate entrate della Tarsu. L’approvazione del riequilibrio in Consiglio smentisce quanti finora hanno sostenuto che il Comune è sull’orlo del crac. Non credo, infatti, che esistano enti pubblici in grado di sopportare tagli di 40 milioni di euro senza avere scossoni".

Rassicurazioni per il futuro, quindi, ma anche una promessa: "Alla fine di questo mandato lasceremo una città nettamente migliore rispetto a quella che abbiamo trovato".

I palermitani, però, almeno per il momento, non sembrano altrettanto fiduciosi
Ott
19
2009
A complicare ulteriormente la vita del sindaco Diego Cammarata è stata una recente sentenza del Tar, che ha annullato l'aumento della Tarsu deliberato nel 2006.

Una "botta" da 50 milioni di euro, che è poi la cifra necessaria per riequilibrare la situazione contabile di Palazzo delle Aquile. Cinquanta milioni di euro da recuperare, tra tagli più o meno importanti, entro il prossimo 7 novembre, la data indicata dal ragioniere generale del Comune, Bohuslav Basile.

Le spese correnti, com'è ovvio, non saranno toccate (tra queste le pachidermiche risorse per il personale dell'ente, un esercito con mansioni che spesso risultano quantomeno superflue) e a "piangere" saranno gli investimenti. L'equazione è presto risolta e il risultato è sempre quello di una città che zoppica, che non riesce a crescere e rischia seriamente di veder tagliata una lunga lista di servizi essenziali.

A pagarne le conseguenze, alla fine, sono i cittadini. E non la classe politica che ha prodotto tutto questo sconquasso, ancora al proprio posto e sempre pronta a riciclarsi - tra Giunta, Consiglio comunale e società partecipate – pur di mantenere lauti stipendi, gettoni di presenza, indennità e compensi vari.
Set
24
2009
Non c'è riuscito il clamoroso flop sulle Ztl, il buco milionario dell'Amia e l'emergenza rifiuti, l'esercito dei dipendenti del Comune. Alla fine, ad affondare la credibilità del sindaco di Palermo, Diego Cammarata, è stato un… marinaio.

Il suo nome è Franco Alioto, dipendente dell'azienda comunale Gesip (società utilizzata per stabilizzare circa 2 mila persone e che costa 60 milioni di euro l'anno per pulizia e manutenzioni), assenteista cronico e, nel tempo libero – molto, in base al registro presenze della municipalizzata – skipper della barca del primo cittadino, come ha denunciato la trasmissione tv Striscia la notizia.

Cammarata si è difeso spiegando come, per quanto ne sapesse: "Alioto si è occupato occasionalmente di verificare che la barca sia in ordine. Lo faceva in piena autonomia e fuori dall'orario di lavoro". Ma tutto ciò non è bastato a placare gli animi di oppositori ed ex alleati, che hanno chiesto le dimissioni del primo cittadino.

Il sindaco, a quel punto, ha parlato di "attacco con l'obiettivo di mettere in discussione un sindaco che in tutti questi anni non ha mai consentito che interessi illegittimi, illegali o illeciti avessero dimora dentro Palazzo di città".

Basterà gridare al complotto per uscire da questo pantano?
Ago
12
2009
Nei giorni scorsi, sulle pagine del QdS, abbiamo parlato dei “regali” fatti dallo Stato all’amministrazione comunale di Palermo, guidata dal sindaco Diego Cammarata.
 
“Doni” che innanzitutto sono serviti per tentare di salvare l’Azienda municipalizzata per l’igiene ambientale (Amia) dal definitivo tracollo: 230 milioni di euro (80 più 150) in pochi mesi per chi, con una gestione scriteriata, non è riuscito a garantire un servizio efficiente ai cittadini e ha compromesso l’immagine della città.
 
E pensare che il denaro concesso nei giorni scorsi, i 150 milioni del Cipe, avrebbero dovuto essere utilizzati per realizzare infrastrutture di cui la città ha un enorme bisogno e per completare quei tanti progetti rimasti incompiuti disseminati per le vie di Palermo.
 
Di certo, non per colmare il buco economico dell’azienda, che ormai sfiora i 130 milioni di euro. L’ultimo “regalo”, poi, riguarda il raddoppio dell’addizionale Irpef: il Consiglio l’aveva bocciato, ma il presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi, ha firmato un’ordinanza che autorizza la Giunta comunale palermitana a disporre un aumento dallo 0,4 % allo 0,8% entro il 30 settembre.
 
Alla fine, pagano ancora i cittadini.