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West Coast di Agostino Laudani
il blog sulla Sicilia Occidentale


Tag Rifiuti

Lug
02
2010
In più occasioni in passato abbiamo condotto delle ricerche per capire dove vanno a finire i rifiuti della raccolta differenziata. L'ipotesi che potessero essere depositati insieme agli altri rifiuti solidi urbani, quindi alla fine in discarica, non era da scartare, però in altre città non è stato facile accertarlo, a meno che di tampinare i mezzi della raccolta.
 
A Palermo è stato più semplice, perché la sequenza dei fatti è piuttosto chiara. L'ha ricostruita Claudio di Gesù nel pezzo in uscita sabato. La riassumiamo.
 
L'Ato dispone, attraverso l'Amia, cassonetti per la raccolta differenziata di vetro, plastica e carta che esteriormente sono simili a quelli dei rifiuti indifferenziati, fatta eccezione per le scritte sui contenitori.  E fin qui niente di male.
 
Poi interviene l'emergenza che conosciamo: rifiuti accatastati, cassonetti bruciati, quindi meno disponibilità di contenitori. Finisce che non si distinguono più i contenitori della differenziata da tutti gli altri. Non li distinguono i cittadini, che li cercano ma non li trovano. Non li distinguono i netturbini, che scaricano tutto nell'autocompattatore. I materiali da differenziare finiscono insieme al resto in discarica.
 
Insomma, la confusione regna e Palermo resta molto al di sotto di ogni obiettivo, altro che 60 per cento di differenziata. Adesso, si può ricominciare tutto da capo. Dopo aver speso inutilmente altre montagnette di denaro pubblico. Di chi è la colpa? Suvvia, non scherziamo. Naturalmente, dell'ormai famosissimo signor nessuno.
 
A.L.
Feb
11
2010

Finalmente, dopo mesi di annunci, rinvii, ritardi e problemi di varia natura, il Comune di Palermo ha ufficialmente dato il via al progetto di raccolta differenziata porta a porta. Un'iniziativa che si spera possa dare una scossa alle misere percentuali di raccolta fatte registrare negli ultimi anni nel territorio palermitano.

 

Al lancio dell'iniziativa (supportata anche dal Governo), ha preso parte il ministro per l'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che ha affermato: "Dobbiamo assolutamente raggiungere il 60-65 per cento di raccolta differenziata, riducendo al minimo la quantità di rifiuti prodotta".

Un obiettivo non da poco per una città che, secondo l’ultimo rapporto di Legambiente, non supera il 4 %.

 

La speranza, è che il capoluogo siciliano possa seguire l'esempio virtuoso già portato avanti da alcune realtà del Nord (e non soltanto). Il timore è che, come già accaduto in passato (qualcuno ha detto Ztl?) non si riesca nemmeno a emulare chi fa bene.

 

Una cosa è certa: i cittadini, sul tema dello sviluppo della differenziata, hanno un ruolo essenziale. Loro per primi dovranno dimostrare di voler lavorare per un cambiamento che, ormai, è diventato inevitabile.

Nov
19
2009
La Sicilia, è noto, si fa spesso notare per i grandi paradossi che la caratterizzano: spesso ci si lamenta per l'assenza di strutture moderne, ma quando poi queste vengono realizzate capita che siano lasciate a marcire, abbandonate all'incuria nonostante investimenti non indifferenti.

È il caso, per esempio, dell'impianto palermitano per il trattamento dei rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata di via Partanna Mondello. Un'opera pressoché completata nel 2005, collaudata nel 2008 e da allora mai entrata in funzione. Il tutto alla modica cifra di sei milioni di euro - in gran parte a carico dell'Agenzia regionale per i rifiuti e per il 9% a carico dell'Amia. Uno spreco nella città in cui la raccolta differenziata è ferma al 5% e in cui l'azienda dei rifiuti è sull'orlo del fallimento.

Siamo tornati a occuparci della faccenda soltanto qualche giorno fa, ma già ne avevamo parlato nell'aprile del 2009, quando i vertici di via Nenni avevano assicurato l'apertura dell’impianto entro l'estate del 2009. Adesso, il presidente dell'Amia, Gaetano Lo Cicero, ha spostato di nuovo la data in avanti, per la precisione: "Entro la fine dell’anno".

Ci auguriamo possa essere la volta buona. I cittadini, e con esso l'ambiente, ringrazierebbero.
Lug
21
2009
Da un lato il risparmio per i cittadini; dall’altro abusivismo, traffico e sporcizia. Le due facce della stessa medaglia, quella dei tanti mercatini rionali (24 per l’esattezza) presenti sul territorio del capoluogo palermitano.

Il primo aspetto da mettere in evidenza è senza dubbio quello del grande appeal che questi hanno sui cittadini, i quali vi accorrono per fare acquisti a prezzi convenienti. Dall’altro lato, è necessario considerare le ripercussioni negative per il territorio.

Innanzitutto quello economico, considerata la presenza di abusivi che non rilasciano ricevuta fiscale.

Poi quello sul traffico, poiché le zone in cui vengono realizzati i mercati diventano spesso impraticabili per gli automobilisti e invivibili per i residenti.

Ultima considerazione, quella relativa ai rifiuti, poiché le aree utilizzate dagli ambulanti, al termine del mercato si trasformano in vere e proprie discariche.

E i controlli, che fine hanno fatto?
Giu
10
2009
Alla fine la bomba è esplosa, sommergendo la città di spazzatura. La questione-rifiuti ha investito Palermo con una violenza senza precedenti, lasciando cicatrici ancora visibili sul volto della città. Eppure, prevedere che prima o poi la situazione sarebbe degenerata non era difficile.

Sarebbe stato sufficiente, per gli amministratori palermitani, volgere lo sguardo sull’Amia, l’azienda che gestisce la raccolta dei rifiuti, e sulle sue finanze disastrate che già un anno fa perdevano circa tre milioni di euro ogni mese. Il Comune ha provveduto di volta in volta, anche con l’aiuto dello Stato, a mettere una pezza. Ma il finale era scontato.

Resta la perplessità su dirigenti dell’azienda che, pur ricevendo le loro spettanze, non sono riusciti a trovare delle soluzioni valide per porre uno stop all’emorragia di denaro. Per non parlare poi dell’evasione relativa alla Tarsu e di mancati introiti che superano la spaventosa cifra di 200 milioni di euro.