Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

 
West Coast di Agostino Laudani
il blog sulla Sicilia Occidentale


Tag Sprechi

Gen
27
2011
In un immaginario Comune della Sicilia occidentale, una notte il Consiglio comunale approva una variante al Piano triennale delle opere pubbliche, inserendo la realizzazione di un parcheggio in una zona della città molto trafficata.

Dopo un anno, del parcheggio non si sa ancora nulla.

Intanto, il proprietario dell’area decide di demolire il fabbricato esistente e di costruirne uno nuovo, dotandosi di un bel progetto e della necessaria concessione edilizia da parte degli uffici comunali.

Appena qualcuno se ne accorge, si grida allo scandalo: “Ma com’è possibile! Lì doveva sorgere un parcheggio!”.

Eppure, secondo il Piano regolatore, quell’area è edificabile e le autorizzazioni sono in regola.

Ovvero: il Consiglio comunale ha variato il Piano triennale delle opere pubbliche, ma non ha provveduto, di conseguenza, a variare anche il Piano regolatore (o a dare indirizzi all’amministrazione comunale perché proponesse in Consiglio la variante da approvare).

Il proprietario non ha motivo di sospendere i lavori, qualche consigliere comunale alza un po’ la voce ma i lavori (dell’edificio in costruzione, si intende!) ovviamente proseguono.

Il sindaco sostiene che “visti i tempi lunghi e il paradosso in cui ci siamo trovati, ci accontenteremo di far realizzare al proprietario dell’edificio, come previsto dal progetto, un parcheggio più piccolino, diciamo di circa 30 metri quadri”.

Trenta metri quadri contengono più o meno… tre auto? Beh, più o meno sì. E occhio quando aprite lo sportello.

Abbiamo sognato, una notte, di leggere il cartello dei lavori dell’edificio in costruzione. E guardate un po’ chi erano i tecnici? Quelli che lavorano per lo studio (tecnico!) dello stesso sindaco.

Naturalmente abbiamo raccontato il peccato e mai faremo il nome del peccatore.

Anche perché questa è tutta una favoletta, giornalisticamente irrilevante.

Una cosa del genere, infatti, non accadrebbe mai in un Comune siciliano.
Mag
21
2010
I dirigenti del Comune da quattro anni vanno a farsi i weekend di formazione negli agriturismo o nei centri benessere, tutto spesato. La notizia è trapelata grazie a un'email circolata tra gli uffici, con la quale si annunciava l'iniziativa anche per quest'anno.
 
Una Spa sarebbe stata la location ideale, 18 mila euro il costo previsto. L'annuncio ha fatto il giro dei media e in breve molti hanno gridato allo scandalo. Ce ne siamo occupati pure noi sull'edizione di venerdi.
 
Lo stesso sindaco Cammarata, evidentemente messo alle strette, ha ribadito l'inopportunità dell'iniziativa, specificando che il corso di formazione è condivisibile nei contenuti, niente di male a farlo in un centro benessere, ma certamente chi vuole fare la sauna se la paghi, perché il Comune non ha soldi da sprecare.
 
Il primo cittadino ha bloccato la gara perché prima bisogna "rivederne i parametri", ha detto. Riteniamo che la stampa abbia ancora una volta fatto il proprio dovere, purtroppo ci rendiamo conto che questo è un piccolo tassello di fronte a tanti, troppi altri sprechi di proporzioni ben più grandi.
 
Quelle che sono veramente difficili da scovare, nel silenzio e nella complessità "blindata" della burocrazia, piena zeppa di favori e di privilegiati.
 
A.G.
Giu
17
2009

Soltanto adesso molti Comuni e Province si stanno muovendo per approvare il bilancio di previsione per il 2009. Una previsione particolare, se si considera che siamo già a metà dell’anno, ma volendo tralasciare il discorso legato ai tempi imposti dalla legge – rigorosamente sforati dagli enti locali siciliani – quello che più ci preme è concentrarci sui contenuti dei documenti economici.

La tendenza, è più o meno sempre la stessa: le spese correnti, quelle per il mantenimento dell’apparato burocratico – e soprattutto per pagare il personale – sono di gran lunga superiori a quelle previste per gli investimenti (la cosiddetta “spesa virtuosa” utile per finanziare i progetti destinati alla crescita del territorio).

L’esempio da seguire, è quello dei Comuni e delle Province del Nord Italia: personale essenziale, sprechi ridotti al minimo, se non cancellati del tutto, e risorse investite per lo sviluppo.

Qualcuno sta già provando a emulare questi modelli. Si spera non si tratti soltanto di mosche bianche.