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West Coast di Agostino Laudani
il blog sulla Sicilia Occidentale


Tag Trapani

Gen
29
2010
Ciò che accade, ormai da troppi anni, alla Colombaia di Trapani, può essere preso come esempio del modo in cui la Sicilia tratta i propri tesori.

Beni architettonici che se si trovassero in qualsiasi altra parte del mondo sarebbero zeppi di turisti e produrrebbero un guadagno non indifferente, qui in Sicilia vengono abbandonati al loro destino, alle intemperie e allo scorrere del tempo.

Cadono a pezzi sotto gli occhi dei cittadini, mente nella mente riecheggiano le parole con cui, prima un politico e poi un altro, hanno promesso un rapido e definitivo recupero.

La Colombaia, insomma, resta sempre lì. E mentre il Comune tira in ballo la Soprintendenza ai Beni culturali, che a sua volta lancia un appello alla Regione, che invoca l'intervento del Governo, l'antica torre (la cui prima costruzione risale al 200 a.C.) perde i suoi pezzi. E con essi, crolla anche la speranza di vedere, un giorno, questo monumento valorizzato e sfruttato per la sua importanza.
Lug
09
2009
Un’opera pubblica costruita dalla Provincia regionale di Trapani con un ingente quantitativo di denaro, inaugurata in pompa magna, utilizzata per qualche manifestazione, e poi abbandonata al degrado e all’incuria. Il tutto, mentre le istituzioni prendono tempo e non fanno nulla per intervenire.

Questa, in poche parole, la situazione del Palavetro, struttura situata a pochi metri dall’aeroporto di Birgi, costata poco meno di un milione di euro (cifra che si finirà di pagare soltanto nel 2022) e ridotta allo sfascio nel giro di pochi anni.

Finora, tutte le proposte per il riutilizzo del Palavetro sono cadute nel vuoto. A parte qualche interrogazione in Consiglio provinciale, gli organi istituzionali locali sembra si siano dimenticati del palazzetto che ha ospitato i Mondiali di scherma per le categorie juniores e cadetti.

La struttura sarebbe smontabile e riutilizzabile in un altro luogo ma i costi dell’operazione, almeno fino a ora, hanno bloccato tutto.
Giu
30
2009
La provincia di Trapani custodisce risorse storico-artistiche di inestimabile valore. Ma in quanto a valorizzazione, le istituzioni locali che le hanno in cura lasciano molto a desiderare.

Basti pensare ai mosaici all’interno della chiesa di San Nicolò Regale, a Mazara del Vallo, recentemente oggetto di una nostra inchiesta e chiusi nella parte sottostante l’edificio con un enorme catenaccio arrugginito. Il tutto mentre il pavimento romano - risalente a un periodo databile tra il III e il V secolo dopo Cristo - si rovina giorno dopo giorno. Ovviamente senza che i turisti possano ammirarlo.


Aperto ai visitatori è invece il Parco archeologico di Selinunte, che fino a qualche mese fa presentava però numerosi disservizi evidenziati proprio in un’inchiesta pubblicata anch’essa sulle pagine del QdS. Lampioni divelti, pannelli informativi distrutti e impiegati incapaci di dialogare con gli stranieri non sono certo un biglietto da visita adeguato per un territorio che dovrebbe puntare tutto sul turismo.

Due esempi di ciò che accade in provincia. Purtroppo non gli unici di una gestione tutt’altro che impeccabile delle risorse locali.
Giu
15
2009
A dirlo sono i numeri, visto che gli agenti che presidiano realmente il territorio, a fronte di quelli presenti in organico, sono davvero pochi.

Palermo, il capoluogo, è un esempio su tutti: il corpo di Polizia municipale può contare complessivamente su 1340 soggetti, ma ne scendono in strada appena 350, oltretutto suddivisi in più turni nel corso della giornata.

Negli altri capoluoghi occidentali, come detto, la situazione non migliora: a Trapani presidiano il territorio 12 agenti per turno su 94, ad Agrigento 10 su 90, a Caltanissetta 20 su 84, a Enna 15 su 47.

E la sicurezza? Si fa quel che si può.

I comandanti della Polizia municipale tendono a dare la colpa di questa situazione a organici sottodimensionati.

Ma la domanda resta: non basterebbe semplicemente aumentare il numero degli agenti incaricati di scendere in strada?
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