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E-cologia di Antonio Casa
il blog sull'ambiente e il consumo


Tag Tar

Set
24
2012
Mentre a Taranto la magistratura inquirente ferma una delle più grandi acciaierie d'Europa perché continua ad inquinare troppo, in Sicilia la magistratura amministrativa evita alle imprese del petrolchimico di Augusta di mettere mano al portafoglio per contribuire al piano di bonifica stabilito da un accordo di quattro anni fa.
Secondo il Tar di Sicilia, la compartecipazione delle imprese, seppure in minima parte rispetto a quanto stabilito, 100 milioni su 770, non è dovuta.
 
Stato e Regione siciliana, ai quali spetta il maggiore onere finanziario (in questo momento tutto), presenteranno ricorso al Consiglio di giustizia amministrativa. Il minimo che possono fare.

La battaglia legale, pare di leggere, si snoda sulla teoria che le attuali imprese presenti nel polo petrolchimico di Augusta non sono le sole responsabili dell'inquinamento dell'area, perché esse sono subentrate a quelle che avevano iniziato a farlo. Insomma, si sono assunte il rischio industriale ed economico, non quello di perpetrare a spargere veleni in nome e conto di chi vi era prima.

Così, l'ormai noto principio europeo del "chi inquina paga" da noi è un'interpretazione.
Gen
13
2011
Al Ministero delle Infrastrutture (e Anas) non sono bastati 473 rilievi di non conformità rispetto alla convenzione stipulata nel 2000 con il Consorzio per le autostrade siciliane per convincere i giudici del Tar di Catania ad approvare il decreto con cui il ministero e quello dell’Economia, nel luglio scorso, hanno revocato la stessa concessione. Il Tribunale amministrativo regionale, con ordinanza.

Definitiva, ha annullato il decreto e di fatto la gestione delle autostrade siciliane (Palermo-Messina, Messina-Catania e Siracusa-Gela) torna sotto il controllo del Cas.

"Dobbiamo rivolgerci ai giudici - ha detto Lombardo – per vedere riconosciuti i nostri diritti". Il Governatore ha affermato che lunedì affronterà con il ministro Altero Matteoli che sarà in Sicilia, il tema della gestione delle autostrade dopo la sentenza del Tar. "Penso che la soluzione sia quella di una società mista tra Anas e Regione siciliana per aumentare l'efficienza e ridurre gli sprechi" ha concluso Lombardo.

Dunque, in attesa di leggere le motivazioni dell’ordinanza, ci pare di capire che gli sprechi e le inefficienze nel Cas siano ormai sotto gli occhi di tutti, tuttavia non sufficienti a togliere al Consorzio la potestà di una gestione fin qui fallimentare. Sperando che questo non rappresenti il precedente per rinnovare impunemente quanto di male fatto in dieci anni.
 
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