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E-cologia di Antonio Casa
il blog sull'ambiente e il consumo


Tag Legambiente

Gen
12
2010
Sono 25.776 i reati ambientali accertati in Italia nel 2008, cioè quasi 71 al giorno, 3 ogni ora. Di questi 2.788 illeciti sono stati realizzati in Sicilia: il 10,8% sul totale nazionale.
 
Sono 1.782 le persone denunciate, 7 gli arresti e 843 i sequestri effettuati da Procure e forze dell'ordine. La provincia più colpita è Palermo, seguita da Messina e Catania.
 
Il business del cemento si posiziona nell'Isola come prima emergenza ambientale. Sono 724 le infrazioni, pari al 9,7 per cento di tutta Italia, 864 denunce, nessun arresto e 288 sequestri di lavori ritenuti irregolari o abusivi. In questo settore il capoluogo siciliano lascia il primato a Catania con 167 illeciti accertati e 426 persone denunciate.
 
Non va meglio con il ciclo dei rifiuti. Ben 248 le infrazioni pari al 6,3 per cento nazionale, 20 denunce, 1 arresto e 165 sequestri. Anche in questo caso Palermo è la provincia più colpita, seguita a ruota da Messina e al terzo posto da Trapani.
 
E' quanto afferma il rapporto "Ecomafia 2009, storie e numeri della criminalità ambientale", realizzato dall'Osservatorio Ambiente e legalità di Legambiente. Soprattutto nelle regioni meridionali, i reati riguardano alcuni ambiti specifici: il ciclo dei rifiuti, l'abusivismo edilizio e il racket degli animali. La storia si ripete.
Ott
02
2009
"Attorno al problema dei rifiuti ho la sensazione che ci sia qualcosa di molto grande che non va", dice il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo. "Da quando è saltata la gara sui termovalorizzatori per l'illegalità del bando riscontrata dall'Unione europea, con impianti che tra l'altro avrebbero avuto una capacità ben al di sopra della spazzatura prodotta nell'isola e senza raccolta differenziata - ha proseguito Lombardo - all'improvviso è esplosa l'emergenza rifiuti e il presidente della commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti Gaetano Pecorella s'é di fatto trasferito in Sicilia".

Dichiara Mimmo Fontana, presidente di Legambiente Sicilia: "Il presidente Lombardo ha ragione quando sostiene di temere che dietro le continue richieste di dichiarazione d'emergenza, ci siano degli interessi precisi. Interessi che secondo noi  possono essere individuati nella lobby che da anni lavora nel nostro Paese proponendo la diffusione degli inceneritori come unico strumento per la gestione dei rifiuti. La dichiarazione di emergenza in Sicilia - aggiunge - sarebbe una sciagura e servirebbe a far rientrare dalla finestra ciò che è uscito dalla porta, come è avvenuto di recente in Campania, dove si è approfittato dell'emergenza per autorizzare ben cinque inceneritori".

Sostiene Ermete Realacci, responsabile ambiente del Pd: "Come era prevedibile la crisi dei rifiuti in Sicilia sta emergendo con allarmanti analogie con quella della Campania. Inclusa l'esasperazione che spinge i cittadini ad azioni gravi e sbagliate come quella di incendiare i cassonetti. Da tempo segnaliamo il crescente allarme che arriva dalla Sicilia - osserva - figlio della pessima politica di gestione dei rifiuti portata avanti dalla regione, che a tutt'oggi vanta il primato negativo di regione con la più bassa percentuale di raccolta differenziata di tutto il paese. Con percentuali che non arrivano al 6% di raccolta differenziata, ben al di sotto non solo degli obiettivi di legge, ma anche della stessa Campania prima del picco dell'emergenza".
 
Insomma: dalla situazione rifiuti come e quando se ne esce?
Ago
13
2009
L'ultimo rapporto di Legambiente spiega che non c'è un Nord e un Sud del Paese, ma "soltanto" buona amministrazione e altrettanta volontà, a prescindere dai luoghi comuni di stampo geografico.
 
Per esempio, nel campo della raccolta differenziata, accanto a Verbania, prima assoluta, nelle prime posizioni troviamo Salerno. Come, Salerno? E' la stessa che si trova nella Campania descritta per anni come la regione della munnezza? Sì, è proprio lei. Il sindaco ha puntato con decisione (e organizzazione, prendendo a modello i migliori spunti) sul riciclo dei materiali e i risultati si vedono.
 
Con buona pace di chi continua a vedere il Sud come una zona senza speranza. Del resto, ci sono cittadine siciliane che stanno ottenendo buoni risultati, specialmente nel Trapanese e nel Calatino.
 
Volere è potere. Imparate, amministratori, imparate.