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E-cologia di Antonio Casa
il blog sull'ambiente e il consumo


Tag Lombardo

Mag
25
2010
Sembravano sepolti. E nonostante la legge di riforma del settore approvata di recente dall'Ars non ne prevede l'esistenza, la loro realizzazione è tornata di moda. Sui termovalorizzatori in Sicilia è stato detto tutto e il suo contrario. Voluti da Cuffaro, bloccati dalla Corte di giustizia europea, rinviati, quindi bocciati da Lombardo perché le gare avevano attirato gli interessi di aziende legate alla criminalità organizzata (lo scriveva già la Corte dei Conti nel 2008).
 
Ora che a Palermo l'immondizia fa paura perché Bellolampo non riesce a smaltirla tutta quanta, il percolato della discarica è arrivato ad alti livelli e gli impianti di smaltimento in tutta l'isola cominciano a scarseggiare, il loro nome viene rievocato come l'unica vera soluzione. La pensa così il ministro dell'Ambiente, Prestigiacomo, e il premier Berlusconi in persona. Lombardo risponde: "Sediamoci e parliamone".
 
Come se costruire un termovalorizzatore, anche solo ad esclusivo interesse del capoluogo, sia robetta e non questione di 1-2 anni. A meno che non si lavori di giorno e di notte, sabati e domeniche compresi.
 
Viene rievocato il "modello Acerra", omettendo però che le cronache continuano ad occuparsi della sporcizia delle strade dentro e fuori Napoli. Laddove viene attuata, la raccolta differenziata funziona. Alcuni piccoli centri siciliani fanno registrare addirittura l'80 e passa per cento di differenziata, così da impedire un rapido riempimento delle discariche esistenti e recuperare il possibile. 
 
Che si aspetta ad "esportare" questi modelli virtuosi nel resto della Sicilia, soprattutto nelle grandi città?
Apr
16
2010
La Procura di Palermo indaga in relazione all'affare termovalorizzatori in Sicilia, un business stimato in oltre 4 miliardi di euro. Le ipotesi di reato formulate dai pm, Nino Di Matteo e Sergio De Montis, sono associazione mafiosa e illeciti nella gestione degli appalti.
 
I magistrati hanno iscritto i primi nomi nel registro degli indagati e hanno cominciato l'attività istruttoria. Per due volte è stato sentito dai magistrati l'assessore regionale all'Energia Pier Camillo Russo, autore del dossier-denuncia sugli appalti per la realizzazione degli impianti. Il documento è stato anche citato dal governatore Raffaele Lombardo durante l'intervento all'Ars seguito alla notizia della inchiesta a suo carico per concorso in associazione mafiosa, aperta dalla Procura di Catania.
 
Diversi i profili che la Procura sta cercando di chiarire. Dalla procedura di aggiudicazione, fatta, appunto senza la dovuta pubblicizzazione, alla costituzione delle Ati - istituite alla presenza dello stesso notaio -  e alla partecipazione alla gara di un'impresa, la Altecoen, priva di certificazione antimafia. La ditta venne estromessa, ma la gara proseguì.
 
Il primo bando per l'aggiudicazione dei lavori, gestito dalla Regione attraverso l'Arra, l'exagenzia regionale per i rifiuti e le acque (decaduta il 31 dicembre scorso), è del 2002.
 
I pm vogliono approfondire i criteri scelti per l'individuazione dei siti sui quali dovevano sorgere i termovalorizzatori: Palermo, Casteltermini, Augusta e Paternò. Aree individuate a posteriori, secondo gli inquirenti, dalla stesse ditte che avevano presentato le offerte.
 
Della vicenda si occuparono l'ex presidente della Regione Salvatore Cuffaro, allora in carica, in qualità di commissario straordinario dell'emergenza rifiuti, e il suo vice Felice Crosta. Ad aggiudicarsi l'appalto furono quattro raggruppamenti di imprese: tre dei quali capeggiati dal gruppo Falk e uno da Waste Italia.
 
La gara fu però annullata dalla Corte di Giustizia Europea che contestò il mancato rispetto della procedura di evidenza pubblica imposta dalla direttive europee. Le due successive gare bandite dalla Regione l'anno scorso sono andate deserte.
Lug
24
2009
Il presidente della Regione Lombardo ha deliberato la chiusura, dal 1° settembre, di quattro uffici speciali aperti nel 2005. Si tratta dell’ufficio per le aree ad alto rischio ambientale, quello per le iniziative energetiche, l’ufficio speciale antincendi boschivi e l’ufficio speciale per l’inclusione sociale degli extracomunitari.

Le reazioni negative sono di due tipi: l’una, politica, la fornisce il capogruppo della Dc all’Ars Maira secondo cui Lombardo ha voluto fare un altro sgarbo a Cuffaro, fautore dei quattro uffici, e il partito che egli rappresenta.

L’altra è più pratica: “chiudendo l’ufficio che si occupa delle aree inquinate di Gela, Priolo e Milazzo, chi seguirà l’iter per gli interventi di bonifica?” domanda Giuseppe Falliti, portavoce del Wwf di Milazzo.

La domanda, più in generale, allora dovrebbe essere: questi uffici servono o no? Ognuno può lasciare il proprio giudizio a margine di questo blog.

Un aneddoto: due anni fa, la grande maggioranza dei deputati all’Ars, nel corso di un acceso dibattito sugli incendi che devastarono l’estate siciliana del 2007 (quella dei morti di Patti), apprese solo in quell'occasione che da tempo era attivo un ufficio speciale antincendi boschivi in seno all’assessorato regionale all’Agricoltura e foreste.