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E-cologia di Antonio Casa
il blog sull'ambiente e il consumo


Tag Pm10

Mar
16
2011
La prima tappa del Treno Verde di Legambiente conferma quanto già, purtroppo, si sapeva e cioè che due giorni su tre, nel capoluogo aretuseo, i valori PM10 (polveri sottili sotto i 10 micron) che misurano la qualita' dell'aria, superano i limiti consentiti dalla legge. Stessa situazione per i livelli di benzene, fuorilegge due giorni su tre. Anche i decibel, che misurano i rumori, vanno sempre oltre i limiti soprattutto di notte.
 
Dalle analisi dell'aria risulta che solo per un giorno i valori del PM10 sono rimasti al di sotto dei limiti consentiti grazie alle avverse condizioni meteo che hanno agevolato la dispersione degli inquinanti. Sotto controllo invece biossido di zolfo, monossido di azoto, monossido di carbonio e ozono.
 
"Il quadro che emerge dai tre giorni di monitoraggio a Siracusa e' preoccupante - ha commentato Vincenzo Parisi, della segreteria di Legambiente Sicilia -. Lo scenario peggiora se si considera che gli ultimi dati ufficiali sui superamenti di PM10 in Sicilia, resi pubblici dagli organi competenti, risalgono solo a gennaio 2011 per la citta' di Siracusa, e anche i dati relativi agli altri capoluoghi di provincia non vengono per lo piu' resi noti in tempo reale. Questa scarsa comunicazione non permette ai cittadini di prendere consapevolezza dei reali rischi per la propria salute. Inoltre, la presenza del polo industriale di Augusta - Priolo - Melilli di certo incide pesantemente sulla qualita' dell'aria".
 
La situazione, nonostante l'informazione insufficiente, è comunque nota (dalle Autorità di sicuro) da tempo, se è vero che tra il 2008 e 2009, soprattutto, sono stati registrati a Siracusa superamenti record di PM, ben oltre i 300 giorni l'anno. Ogni tanto qualcuno (tra questi il ministro siracusano dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo) tira fuori uno studio che individua nella sabbia del Sahara la causa principale degli alti valori di polveri sottili e nel vento la concausa. Se così fosse, la costa sud dell'Isola dovrebbe far registrare livelli impazziti di PM10.
 
Guai, però, a nominare le vere cause: traffico veicolare, riscaldamento domestico e l'assoluta vicinanza geografica con il petrolchimico di Priolo-Augusta, uno dei più grandi d'Europa.
 
La sabbia, semmai, è quella che in cui molti infilano la testa pur di non ammettere l'evidenza.
Giu
25
2010
Nei giorni scorsi, Nomisma ha diramato i risultati di uno studio compiuto sul numero dei decessi causati dall'esposizione alle polveri sottili (PM10). Quasi 6 mila persone muoiono ogni anno per avere respirato elevate concentrazioni di PM10 nell'aria. Nell’elenco, che parte da Roma e si sviluppa attraverso le maggiori città della Pianura Padana, figurano, in coda, anche Messina (124) e Catania (110 morti) .
 
A sorpresa, nell’elenco non c'è Siracusa che, secondo l'Istat, è, invece, in testa per il numero degli sforamenti nel 2008 e 2009: circa 630 volte in 729 giorni. Un record negativo.
 
Una tesi scientifica, avallata dal ministro dell’Ambiente, fa risalire alla sabbia del Sahara la causa dell'alta concentrazione di PM a Siracusa. Lì e soltanto lì, perché nel resto della Sicilia sud orientale esposta ai venti provenienti dal Nord Africa, non vi è traccia di una tale quantità di polveri sottili.
 
Un rischio c'è: si finirà col fare credere che la sabbia fa bene ai polmoni dei siracusani. Così, alla prossima ventata di Scirocco conviene mettersi alla “marina” ed inspirare profondamente.
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