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E-cologia di Antonio Casa
il blog sull'ambiente e il consumo


Tag Raffaele Lombardo

Ott
02
2009
"Attorno al problema dei rifiuti ho la sensazione che ci sia qualcosa di molto grande che non va", dice il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo. "Da quando è saltata la gara sui termovalorizzatori per l'illegalità del bando riscontrata dall'Unione europea, con impianti che tra l'altro avrebbero avuto una capacità ben al di sopra della spazzatura prodotta nell'isola e senza raccolta differenziata - ha proseguito Lombardo - all'improvviso è esplosa l'emergenza rifiuti e il presidente della commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti Gaetano Pecorella s'é di fatto trasferito in Sicilia".

Dichiara Mimmo Fontana, presidente di Legambiente Sicilia: "Il presidente Lombardo ha ragione quando sostiene di temere che dietro le continue richieste di dichiarazione d'emergenza, ci siano degli interessi precisi. Interessi che secondo noi  possono essere individuati nella lobby che da anni lavora nel nostro Paese proponendo la diffusione degli inceneritori come unico strumento per la gestione dei rifiuti. La dichiarazione di emergenza in Sicilia - aggiunge - sarebbe una sciagura e servirebbe a far rientrare dalla finestra ciò che è uscito dalla porta, come è avvenuto di recente in Campania, dove si è approfittato dell'emergenza per autorizzare ben cinque inceneritori".

Sostiene Ermete Realacci, responsabile ambiente del Pd: "Come era prevedibile la crisi dei rifiuti in Sicilia sta emergendo con allarmanti analogie con quella della Campania. Inclusa l'esasperazione che spinge i cittadini ad azioni gravi e sbagliate come quella di incendiare i cassonetti. Da tempo segnaliamo il crescente allarme che arriva dalla Sicilia - osserva - figlio della pessima politica di gestione dei rifiuti portata avanti dalla regione, che a tutt'oggi vanta il primato negativo di regione con la più bassa percentuale di raccolta differenziata di tutto il paese. Con percentuali che non arrivano al 6% di raccolta differenziata, ben al di sotto non solo degli obiettivi di legge, ma anche della stessa Campania prima del picco dell'emergenza".
 
Insomma: dalla situazione rifiuti come e quando se ne esce?
Lug
13
2009
Il presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo conferma di essere favorevole ad impiantare una centrale nucleare nell'Isola, a patto che sia "sicura, conveniente e che i cittadini siano favorevoli".

C'è un problema di partenza. Oggi, nella regione viene prodotta una percentuale tra il 6,5 e il 10 di energia in più rispetto al fabbisogno. Un impianto del genere aumenterebbe tale quota, tranne che non vengano dismesse alcune centrali elettriche inquinanti esistenti nel territorio (e che producono all'incirca la metà del totale di elettricità).
 
Non solo. Che senso avrebbe puntare in contemporanea sul solare, così come prescrive il Piano energetico-ambientale siciliano regionale (Pears)?

Troppa elettricità, Sant'Antonio! Voi cosa ne pensate?
Giu
10
2009
Dal 22 giugno riprenderanno in assessorato regionale all’Industria le convocazioni per l’istruttoria delle domande per l’autorizzazione unica obbligatoria per la costruzione ed esercizio degli impianti di energia elettrica da fonti rinnovabili.

Dopo le polemiche dei mesi scorsi fra l’ex assessore Pippo Gianni e il collega di Giunta (Territorio e Ambiente) Pippo Sorbello, sarà la prima prova del nuovo Piano energetico-ambientale regionale siciliano.

La linea indicata dal presidente Lombardo è: “niente parchi eolici” e “più impianti solari”. Per le alte torri alimentate dal vento sono in giacenza progetti per circa 14 miliardi di euro. Un’enormità dal punto di vista dell’impatto ambientale, checché l’eolico sia assimilato a fonte di energia rinnovabile.

Pensate al danno che le circa 900 pale (una minima cosa rispetto a quanto vorrebbero realizzare) già installate stanno facendo al paesaggio siciliano. Non solo.

Spesso è stato dimostrato come le buone intenzioni dei produttori rivelino l’altra faccia dei certificati verdi, un sistema che consente a chi inquina di potersi affrancare acquistando quote di società e/o di energia eolica.

E’ ora di dire basta.

Restiamo in attesa di sapere cosa decideranno le conferenze di servizio.