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Quotidiano di Sicilia

E-cologia di Antonio Casa
il blog sull'ambiente e il consumo


Tag Saponara

Nov
28
2011
Dal fango di Saponara, Barcellona Pozzo di Gotto e gli altri centri del messinese, sconvolti dalla furia della pioggia di martedì scorso, è emersa la solita cantilena “post evento” di politici e amministratori di qualsiasi livello. I tecnici invocano, non possono fare di più. 
 
Ho perso il conto di quanti hanno dichiarato che le “morti si potevano evitare”, che “la colpa è di chi ha fatto costruire le case proprio lì”, che “la prevenzione è l’unica arma che abbiamo contro il rischio idrogeologico”, che “non ci sono fondi sufficienti per gli interventi”, eccetera.
 
Senza contare la “priorità agli aiuti verso le popolazioni colpite”: ovvietà che lascia il tempo che trova.
 
Piuttosto noto che, tranne poche eccezioni – rappresentate da Fiorello (ha detto che ne parlerà nella sua trasmissione, lunedì prossimo) e dalle società di calcio Catania e Palermo – si sia fatta fatica a lanciare subito una sottoscrizione in favore delle vittime. Dopo un paio di giorni dai fatti, si è mossa anche La7. A me pare che quando queste disgrazie succedono nel Nord, la macchina della solidarietà parte poche ore dopo le tristi notizie. Spero, ovviamente, di essere smentito.
 
Piuttosto, bisognerà ricordarsi di questa gente tra un mese o un anno: la vicenda di Giampilieri e Scaletta Zanclea, che, a distanza di 25 mesi dalla frana che causò 37 morti (37 morti!), attendono ancora la ricostruzione e la messa in sicurezza totale dei territori, insegna a non fidarsi più delle pacche sulle spalle. Mentre scrivo queste righe, hanno annunciato lo sblocco dei fondi per la zona sud di Messina, circa 160 milioni, fino a ieri impantanati nel decreto "Milleproroghe". Dunque, serviva una tragedia per portare i soldi a quella precedente.
 
L’ennesima alluvione in questa terra bella e sfortunata avrebbe meritato il silenzio delle parole di circostanza. Molto prima, c’erano regole che, con evidenza, non sono state fatte rispettare e opere da costruire mai realizzate. Ma quando serve, viene più naturale chiacchierare. Dopo.
 
Il clima è cambiato. Cambi anche il modo di amministrare.